Afrin sotto assedio turco, la mattanza dei kurdi nel silenzio occidentale

Dopo 50 giorni dall’inizio dell’operazione ‘Ramoscello d’Ulivo’, voluta dalla Turchia per respingere le forze curde dello Ypg a est dell’Eufrate, l’esercito di Ankara è arrivato alle porte della città curda di Afrin, cingendola d’assedio.

Speciale a cura dell’Agenzia di stampa Dire

 

E’ iniziato nel tardo pomeriggio di mercoledì scorso il bombardamento del centro della città di Afrin.

I curdi riferiscono di “almeno 20 bombe sganciate dagli aerei da guerra turchi” mentre “per tutta la notta non si sono fermati i lanci di mortai, in particolare contro il quartiere di Eshrefiye e Mahmodiye”. Inoltre, “violenti scontri si segnalano in diverse zone periferiche della città ed in altri distretti della regione”.

Lo Ypg, l’esercito di difesa popolare curdo che difende la città, ha diffuso un bilancio parziale della prima notte di bombardamenti: “Le vittime- si legge in un comunicato- sono al momento di 11 morti accertati ed una 40ina di persone ferite, tra cui bambini e donne sono un numero significativo. Tra le vittime ci sono sicuramente 3 bambini, tra cui Kajin Ali (4 anni) and Mihemed Qishle (6 anni)”.

 

L’appello della Mezzaluna Rossa: “La città di Afrin è isolata, non riusciamo a comunicare con gli operatori locali. Non c’è corrente elettrica e le fonti di acqua potabile sono state avvelenate. Stanno continuando i bombardamenti, ma ancora le milizie di terra non sono entrate nella città. Non siamo ancora in grado di fornire il numero preciso dei morti e feriti, perché moltissimi corpi sono intrappolati sotto alle macerie. Al momento il numero di vittime accertate è di 100 morti e oltre 200 feriti, in prevalenza donne e bambini”.

 

Erdogan: “Spero Afrin cada entro stasera”; la risposta dello Ypg: “Un sogno a occhi aperti”

Secondo l’agenzia di stampa internazionale Afp, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan spera che l’enclave curda Afrin, nel Nord della Siria, “cada entro stasera”. Il messaggio di Erdogan sarebbe stato diffuso in un discorso trasmesso in tv.

La stessa Afp ha raccolto la risposta del portavoce delle Unità di difesa del popolo (Ypg), Redur Khalil: “Sembra che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sogni a occhi aperti quando dice che Afrin cadrà stasera”.

 

L’Esercito turco: “Afrin è circondata, controlliamo aree cruciali”

L’esercito turco, sostenuto da alcuni combattenti siriani, ha annunciato di aver circondato la città di Afrin, in cui secondo Ankara si concentrano i miliziani delle Unità di difesa del popolo (Ypg), il gruppo armato curdo ritenuto affiliato al Pkk turco.

Secondo l’agenzia di stampa turca ‘Anadolu’, i militari avrebbero preso il controllo di “zone di importanza cruciale”, mentre per la ‘Bbc’ sono state bombardate anche le principali strade che portano alla città.

I residenti dell’encalve curda di Afrin riferiscono che dall’inizio dell’offensiva circa 290 civili sarebbero morti nei bombardamenti. L’esercito di Ankara ha invece annunciato di aver “neutralizzato” 3.393 combattenti dell’Ypg.

 

Truppe turche a 2,5km da Afrin, un milione di civili in trappola

Al 50esimo giorno dell’operazione ‘Ramoscello d’ulivo’le truppe dell’esercito turco e le milizie alleate si preparano a sferrare l’ultima offensiva su Afrin. La città difesa dalle truppe curde dello Ypj/Ypg e dalle Forze Democratiche Siriane è ormai accerchiata, tagliata fuori dai collegamenti con il resto dei territori del Rojava curdo.

Stando alle informazioni che provengono dal fronte, le truppe turche si troverebbero a 2.5km di distanza dalla città di Afrin. Al suo interno, ci sarebbero circa un milione di civili, molti dei quali arrivati dai numerosi villaggi limitrofi, già pesantemente colpiti dai bombardamenti turchi.

Nella città difesa dalle truppe dello Ypj/Ypg, nei giorni scorsi sarebbero arrivati i rinforzi delle milizie filo-Assad, oltre ad altre forze curde e yazide già impegnate nel nord della Siria e nel nord dell’Iraq contro lo Stato Islamico.

Alcuni media internazionali, inoltre, registrano importanti movimenti di truppe curde che, dalla città di Raqqa (appena strappata al controllo di Daesh) e dalla provincia di Deir ez-Zor (ancora sotto il controllo del califfato) starebbero ripiegando verso Afrin per rompere l’assedio.

 

L’appello di Jacopo, inviato di Infoaut

Da 50 giorni il popolo di Afrin resiste contro l’invasione dell’esercito turco e delle bande jihadiste loro alleate. Tra queste, ci sono anche Al Qaeda e molti combattenti dello Stato Islamico”. E’ questo l’appello  da Afrin di Jacopo Bindi, redattore della testata Infoaut, uno dei pochi giornalisti occidentali che segue la situazione dall’interno della città curda.

Il giornalista italiano denuncia la situazione sul campo: “Da 50 giorni su questa piccola città, vengono usate tutte le armi della guerra: più di 70 raid aerei al giorno, elicotteri d’assalto, tank, mortai, armi chimiche. E da quando è stato dichiarato il cessate il fuoco dell’Onu il 25 febbraio, l’intensità dei bombardamenti è cresciuta e il numero di vittime civili è cresciuto vertiginosamente.Tutto questo avviene nel silenzio della comunità internazionale”.

Un nuovo Stato Islamico: “Oggi si contano almeno 300 morti e 700 feriti, ma molti sono sotto le macerie delle proprie case o in posti irragiungibili perchè sotto i bombardamenti. Sono state bombardate scuole, case acquedotti e i centri di pronto soccorso della croce rossa curda. Ad Afrin adesso manca l’acqua, i viveri di prima necessità e il latte per i bambini. Se l’invasione continuerà, in questa città ci sarà una pulizia etnica per fare posto agli islamisti che vedono in questa guerra un’opportunità per fare qui un nuovo Stato Islamico”.

Chi difende Afrin: “Erdogan dice che qua ci sono i terroristi, ma questa non è la verità. Qui sta resistendo il popolo di Afrin, che è composto da curdi, arabi, armeni, circassi, yazidi e siriaci. E ci sono le forze democratiche siriane, guidati dai curdi dello Ypj/Ypg, che abbiamo sostenuto contro lo Stato Islamico nella difesa di Kobane e nella liberazione di Raqqa.Erdogan vuole prendere Afrin perchè non vuole che il popolo curdo abbia un ruolo nella ricostruzione della Siria, ma il popolo di Afrin ha deciso di resistere”.

 

Fonte originale (in continuo aggiornamento): http://www.dire.it/15-03-2018/182021-siria-afrin-assedio-turchia/