Austria: una valanga di voti per una destra sempre più estrema

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Il balzo in avanti dell’estrema destra di FPO (Freiheitliche Partei Österreichs) è senza ombra di dubbio la vera novità (per altro attesa) delle elezioni politiche tenutesi in Austria nella giornata di ieri.

di Adriano Manna

Il nuovo parlamento austriaco si ridefinisce con degli equilibri politici spostati decisamente più a destra, grazie in primis all’importante affermazione del partito cristiano-conservatore OeVP (mai con un programma così spiccatamente a destra specie sul tema dei migranti) guidato dal giovane Sebastian Kurz, che col 31,7% (+7,4% sul 2013) diventa primo partito a maggioranza relativa, forte da oggi di ben 62 deputati.

Al secondo posto, per la prima volta nella storia democratica austriaca, si piazza la crescente formazione di estrema destra di FPO, che raggiunge il suo massimo storico con un clamoroso 27,4% dei voti (+6,9% rispetto al voto del 2013), scalzando lo storico partito social-democratico austriaco SPO che si deve accontentare del 26,7%, una percentuale praticamente identica a quella registrata dagli stessi social-democratici nelle precedenti consultazioni politiche.

L’Austria usciva da una legislatura caratterizzata da un governo di grande coalizione tra cristiano-conservatori e social-democratici, che trovava la sua giustificazione formale sulla necessità di porre un argine all’ascesa dell’estrema destra xenofoba. Ma a conti fatti l’unico risultato raggiunto dal governo di larghe intese guidato dal social-democratico Christian Kern sembra essere stato quello di aver spostato massivamente a destra tutto il quadro politico.

La campagna elettorale di tutte e due le formazioni del governo uscente è stata infatti un continuo inseguire le posizioni dell’estrema destra, dibattendo sull’agenda politica sapientemente dettata dallo stesso FPO, con il risultato che su molti temi chiave le posizioni dei cristiano-conservatori sono arrivate ad essere addirittura sovrapponibili a quelle della destra estrema, mentre i social-democratici non dissimilmente spostavano il loro baricentro dialettico sempre più a destra nella speranza di non perdere i consensi.

La migliore analisi del voto austriaco, non a caso, l’ha probabilmente offerta lo stesso leadr dell’FPO Heinz-Christian Strache quando ha affermato ironico che “quasi il 60% degli austriaci ha votato per il programma della FPO”.

A questo punto inizierà il valzer delle trattative per cercare una maggioranza di governo, che molto probabilmente vedrà alla sua testa proprio il giovane leader dei popolari Kurz. Per quanto potrebbe essere nuovamente la strada della grande coalizione coi social-democratici l’ipotesi più probabile, non è neanche fantapolitica ipotizzare un’apertura dei cristiano-conservatori all’estrema destra, vista anche la sostanziale compatibilità di molti punti programmatici di governo.

Per Vienna quest’ultimo scenario rappresenterebbe un chiaro passo in avanti verso il graduale ingresso dell’Austria nel gruppo dei paesi membri UE dell’est Europa di Visegrad, capitanati dal leader ungherese Viktor Orban.

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