Corbyn: i laburisti potrebbero ottenere un accordo migliore per Brexit

I laburisti potrebbero ottenere un accordo migliore per la Brexit. Dateci una possibilità.

di Jeremy Corbyn* – The Guardian

Tutte le opzioni, compresa un’elezione o un altro referendum, saranno sul tavolo se la Brexit mal riuscita di Theresa May sarà sconfitta.

Il pessimo accordo sulla Brexit che Theresa May ha presentato al Parlamento questa settimana è un fallimento monumentale e dannoso per il nostro paese. Invece del ragionevole accordo che il primo ministro avrebbe potuto negoziare, abbiamo il peggiore degli accordi possibili, che non funziona per nessuno, sia che abbiano votato pro o contro la Brexit.

Invece di riprendere il controllo, rinuncia al controllo. Invece di proteggere posti di lavoro e standard di vita, li mette a rischio non riuscendo a porre le basi per un commercio senza attriti. Per due anni e mezzo i conservatori hanno negoziato tra di  loro, piuttosto che con l’Unione europea. Il risultato è stato o un accordo di ritiro di lockdown, che vincola la Gran Bretagna a estendere la fase di transizione a costi sconosciuti – o ci indirizza verso un accordo di backstop sbilanciato dal quale non esiste un’uscita indipendente. Come da parere legale che il primo ministro ha cercato di impedirci di vedere questa settimana, il backstop sarebbe “di durata indefinita” senza l’intervento dell’UE.

Ciò significa in pratica che l’elenco dei desiderata, previsti nell’accordo “Futuro Partenariato” e proposto dal governo all’UE, non si evolverebbe in nient’altro, se non vi fosse una leva per ottenere un accordo commerciale sia a lungo termine che efficace. Nel frattempo, la Gran Bretagna non avrebbe voce in capitolo sui propri regimi doganali o nei principali regolamenti di mercato. E mentre i diritti dei lavoratori non avrebbero la tutela adeguata, le restrizioni sugli aiuti di Stato all’industria rimarrebbero sostanzialmente invariate.

Si potrebbe affermare che questa è solo una polizza assicurativa. Ma ora è chiaro che il backstop è il cuore dell’accordo. Questo accordo lascerebbe la Gran Bretagna senza voce in capitolo in un’umiliante via di mezzo, in cui non sarebbe possibile uscire senza chiedere il permesso all’Unione Europea. Non c’è alcun precedente, che io conosca, di un trattato internazionale cui il governo britannico aderisce e dal quale non può ritirarsi senza il consenso di altri paesi. È chiaramente inaccettabile.

L’unica ragione per cui il governo ha accettato un pacchetto così contorto, è per gestire le fazioni in guerra del partito Tory. Ma ha fallito. Invece ha unito i conservatori pro e contro la Brexit, il DUP e ogni partito di opposizione contro di esso.

Questo terribile accordo deve essere cassato quando sarà messo ai voti la settimana prossima. Stiamo lavorando con parlamentari e partiti in tutta la Camera dei Comuni non solo per garantire che tale accordo sia respinto, ma anche per prevenire ogni possibilità di un una sconfitta senza giungere ad un nuovo accordo.

Ma tale sconfitta non può essere data per scontata. Nel tentativo di trascinare i parlamentari Tory dalla sua parte, la May sta sostenendo che la sconfitta per il suo accordo significa nessun accordo o nessuna Brexit, perché non esiste un’alternativa praticabile. E ciò è falso. Il piano alternativo del partito Labour sbloccherebbe i negoziati per le nostre future relazioni con l’UE e ci consentirebbe di allontanarci da un tale dannoso backstop.

Una nuova e completa unione doganale con l’UE, con una voce britannica nelle future trattative commerciali rafforzerebbe il nostro settore manifatturiero e ci offrirebbe una solida base sia per il rinnovamento industriale sia per le nostre comunità, sotto un prossimo governo laburista. Eliminerebbe la minaccia che diverse parti del Regno Unito siano soggette a regolamenti separati. E risolverebbe la grande maggioranza dei problemi per cui il backstop è stato progettato come soluzione.

In seconda battuta, una nuova e forte relazione con il mercato unico ci offrirebbe un commercio senza attriti e la libertà di ricostruire la nostra economia ed espandere i nostri servizi pubblici, fissando le politiche migratorie per soddisfare i bisogni dell’economia, e non alimentando la xenofobia con obiettivi di immigrazione fasulli o soglie – e ciò ha molto più senso del triste accordo elaborato dal nostro Primo Ministro.

Infine, vogliamo attuare le garanzie sugli esistenti diritti sul lavoro nell’UE, sulle norme ambientali e sulla protezione dei consumatori in modo tale che questi diventino un punto di riferimento su cui costruire – non su cui restare indietro e speculare mettendo sotto controllo altri paesi a spese dei nostri cittadini. Questi diritti e tutele, sia sul pollo clorurato che sulle ferie retribuite, sono ciò che le persone effettivamente vogliono. Ma il governo è determinato a cederli, in una corsa verso il basso.

I labour hanno priorità molto diverse. Il nostro piano alternativo garantirebbe una frontiera aperta in Irlanda, fornirebbe sicurezza per gli investimenti, darebbe al nostro settore manifatturiero un trampolino di lancio, assicurando il potere per ricostruire la nostra economia e i servizi pubblici e garantire un sostegno mondiale per i lavoratori, i consumatori e il nostro ambiente. Siamo assolutamente impegnati nella cooperazione internazionale e nella solidarietà antirazzista in tutta Europa, all’interno e all’esterno dell’UE, e siamo determinati a garantire opportunità di studio per gli studenti provenienti da altri paesi.

A differenza dell’opzione Norvegia-plus che ora viene ora discussa tra i parlamentari, il nostro piano non lascerebbe la Gran Bretagna nel ruolo di regolatore trasversale all’UE che non da diritto di parola. Si tratta di un piano che può essere negoziato con l’UE, anche in questa fase avanzata, con la maggior parte degli elementi costitutivi già in essere. L’UE ha dimostrato di essere pronta a rinegoziare accordi ancor più complessi di questo, come il trattato di Lisbona. E il nostro è un piano che credo possa avere la maggioranza in parlamento e riunire il paese.

La posta in gioco non potrebbe essere più alta la prossima settimana. Se l’accordo del primo ministro verrà sconfitto, il governo avrà perso la sua maggioranza sulla questione più importante che ha di fronte al paese e avrà perso la sua capacità di governare. Il miglior risultato in tali circostanze sarebbe quello di lasciare che il paese decida sulla via da seguire e su quale sia la migliore squadra a guidarla. Ciò significa elezioni generali.

In passato, una sconfitta di una tale gravità della May avrebbe ora il significato di un’elezione automatica. Ma se sotto le regole attuali non possiamo ottenere un’elezione, tutte le opzioni dovranno essere sul tavolo. Quest’ultime dovrebbero includere l’alternativa del Partito Laburista e, come la nostra conferenza ha deciso a settembre, l’opzione della campagna per un voto pubblico per sbloccare la situazione.

Due anni fa, le persone votavano “remain” perché volevano un rapporto aperto, internazionale con l’Europa e una società multiculturale. Molti hanno votato per rabbia e per il modo in cui la classe politica li ha trascurati, con infrastrutture fatiscenti e lavori poco retribuiti e insicuri. Il nostro compito è unire le persone con un piano che funzioni per l’intero paese.

Viste le decisioni prese in parlamento questa settimana, ora dovrebbe essere più facile costruire un sostegno per un piano alternativo al fine di riunire il paese. L’accordo del governo non deve reggere. In tali circostanze il Parlamento ha dimostrato di essere pronto a prendere il controllo e il Partito Laburista darà la leadership di cui il Paese ha bisogno.

 

*Traduzione in italiano a cura di Enrico Strano per Sinistra in Europa

Fonte originale in lingua inglese: https://www.theguardian.com/commentisfree/2018/dec/06/jeremy-corbyn-general-election-brexit-labour-theresa-may