De Magistris: “Costruire un’Europa di solidarietà contro il razzismo”

“Se un ministro senza cuore lascia morire donne incinte, bambini, anziani, essere umani, il porto di Napoli è pronto ad accoglierli. Noi siamo esseri umani, con un cuore grande. Napoli è pronta, senza soldi, per salvare vite umane”, ha detto il movimentista sindaco Luigi De Magistris dicendo ai 629 rifugiati della nave Acquario della ONG Sos Mediterraneè che potevano trovare rifugio nella sua città.

Intervista di Argyrios Argiris Panagopoulos*

 

“Questi siamo noi, la nostra città e la sua gente. Abbiamo parlato per primi, ma non siamo stati mai soli. C’è un’Italia molto diversa”, ha detto ad “Avgi” il sindaco De Magistris, riconoscendo che la sua coraggiosa posizione ha risvegliato i riflessi dell’Italia democratica e progressista e in particolare quella di decine di sindaci le cui città condividono lo stesso mare.

“Noi diciamo no alle politiche del sapore fascista di Salvini”, ha aggiunto, infatti, il sindaco di Messina Accorinti chiamando la nave con gli immigrati per farla “attaccare al nostro porto”. “Palermo, la città che a partire del proprio nome che è “tutta un porto”, è stata e sarà sempre pronta a salvare vite umane”, ha aggiunto dall’altra parte della Sicilia, il sindaco di Palermo Orlando. “Noi restiamo umani e aspettiamo la nave”, ha detto il sindaco di Reggio Calabria Falcomatà. Mentre la piccola Aquarius affrontava onde di 4-5 metri di altezza a largo della Sardegna e venti di 35-40 nodi e con molti dei migranti ad affrontare gravi problemi di salute, il razzista ministro degli Interni italiano Salvini provocava e offendeva la dignità umana parlando di “crociera” di migranti nel Mediterraneo.

A poche miglia dalla Sicilia la nave della Marina Militare degli Stati Uniti Trenton è stata costretta a gettare a mare i corpi di 12 migranti morti, perché Salvini e il ministro dei Trasporti del M5S Toninelli non hanno dato il permesso di attracco della nave in un porto italiano. Il capitano della Trenton aveva commesso “l’erronea azione” di raccogliere i corpi delle persone annegate, e di salvare 40 anime indesiderabili.

In queste ore avrà fine l’Odissea moderna dei 629 rifugiati e migranti, che si prevede arrivino domenica mattina nel porto di Valencia per essere accolti dal nuovo governo spagnolo di Sanchez, il sindaco di sinistra della città Ribò con lo slogan “Non vogliamo altri Ailan” e la vicepresidente di sinistra della Regione Otra. L’ospitalità per l’Aquarius è stata richiesta anche dalla sindaca di Barcellona Colau. La solidarietà in Europa meridionale, da Napoli a Messina e da Palermo a Valencia e Barcellona, ha come sua bandiera i valori, l’umanesimo e la cultura della sinistra.

Il razzismo estremista di Salvini ha trovato eco a Vienna, che scommette di comprendere in una nuova triplice alleanza anche la Germania, nonostante la resistenza della cancelliera Merkel, con il ministro dell’Interno espressione della destra di Baviera. Il presidente francese Macron e il nuovo primo ministro italiano Conte hanno evitato “l’incidente diplomatico”, con la Francia cercando di evitare anche l’alleanza di Roma con i paesi di Visegrad e possibilmente di trovare un alleato per fermare il dominio tedesco in Europa. Come si riuscirà dal momento che Salvini è l’alleato del cuore della Le Pen?

 

Ha preso una decisione coraggiosa di offrendosi di accogliere a Napoli i profughi dell’Aquarius. Napoli, che ha un “cuore grande”, ma che è “senza soldi”…

Prima di tutto, è una questione di umanità e di cura. Su qualsiasi questione politica ed economica, a livello europeo o mondiale, prevalgono le persone, in particolare le donne incinta e i bambini. Se non salvi la vita delle persone, non appartieni alla categoria delle persone degne, le persone con un volto umano. Se non ti schieri dalla loro parte, oltre a dimostrare l’assenza di dignità e moralità, commetti – e non dobbiamo dimenticarlo – un delitto, un crimine. Mettere in pericolo l’integrità fisica delle persone in mare è un crimine, un crimine per il quale dovresti essere responsabile.

Di fronte a questo silenzio assordante, alle violenze istituzionali del governo italiano e in particolare del ministro dell’Interno, ho detto che il porto di Napoli è aperto. Ho appena detto di portare i rifugiati a Napoli e non ci interessa se abbiamo i mezzi finanziari per accoglierli. Per noi la gente non dovrebbe morire in mare, ma essere aiutata e accolta. Punto e basta. Non c’è altro da fare.

 

Il consenso a Salvini però sta crescendo

Questo è un problema che non dovrebbe essere sottovalutato. Perché in un momento storico in cui si perdono dei valori, si perdono degli ideali, si creano paure e c’è una generale insicurezza, che ci sono problemi di sicurezza, che ci sono problemi economici che tengono, la Storia ci insegna che si possono prendere strade diverse.

Puoi prendere una strada facendo finta che non succeda nulla e continuare verso il precipizio . O prendere la strada del cambiamento sulla base di valori costituzionali, degli ideali, della giustizia, uguaglianza, fratellanza e solidarietà, che stiamo perseguendo in tanti in Italia, compresi noi qui a Napoli. O prendi la strada delle paure, dell’odio, dell’egoismo, dei muri, del filo spinato, del razzismo e dell’oppressione. Una strada che il mondo ha già conosciuto in Italia e in Grecia, che è conosciuta in Spagna, in Germania e in molte altre parti del mondo. I momenti che viviamo sono molto difficili, ma anche ricchi di opportunità di cambiamento.

 

Che ruolo ha giocato e gioca l’Europa?

L’Europa è responsabile di tutto questo. Se oggi siamo di fronte a una tragedia umanitaria, un’emigrazione cosi massiccia, molti rifugiati e molte barche in mare, l’Europa ha una grande responsabilità in quanto ha adottato misure per la politica d’immigrazione e la solidarietà del tutto inadeguate e perché ha aiutato le guerre incostituzionali, illegali e ingiuste che hanno alimentato la povertà e le guerre civili e quindi gli enormi flussi migratori.

L’Europa non ha una politica estera e nessuna politica di cooperazione internazionale decentrata e sufficiente. C’è anche un’Europa di grande ipocrisia. Oggi è chiaro che la Spagna sta facendo bene a dire al governo italiano che ha sbagliato in questo caso. Ma sentire fare rilievi a noi chi non ha fatto nulla nel corso degli anni o che peggio ancora di recente ha adottato le stesse politiche brutte, cattive e ripugnanti, come quelle adottate dalla Francia, ci dimostra che alla fine prevale un’Europa che non ha a che fare con la solidarietà, l’unità, Il federalismo. Vediamo un’Europa dove continuano gli egoismi e i nazionalismi, ai quali si è aggiunta anche l’Italia chiudendo di più l’orizzonte.

 

C’è una reazione in Italia?

Vorrei riferirmi a ciò che facciamo in genere noi a Napoli invece di parlare in modo generale di opposizione, perché governiamo a Napoli con posizioni diametralmente opposte a quelle dominanti. Abbiamo proposto un governo alternativo a livello nazionale con un’opposizione che si basa sui valori, i contenuti, gli ideali, le pratiche sociali, con tutto ciò che facciamo a Napoli per costruire una società inclusiva, una comunità che si basa su valori politici, una comunità basata sul rinascimento culturale, sulla volontà di lottare per i beni comuni e sociali, per l’attuazione della costituzione.
Dobbiamo lanciare azioni che costruiscano un’alternativa politica, culturale, sociale ed economica. Un lavoro duro che dobbiamo fare e lo facciamo a Napoli, ma anche fuori di qui.

 

Ha detto che Napoli ha un grande cuore, ma non ha soldi. Che ruolo ha giocato la crisi?

Un grande ruolo. Ecco perché stiamo combattendo il debito ingiusto, contro le istituzioni finanziarie liberiste, contro i vincoli del bilancio, il Fiscal Compact. Molte di queste leggi furono votate da Salvini quando governavano insieme a Berlusconi.
Siamo in una situazione difficile, resistiamo, sosteniamo che dovrebbe prevalere il capitale umano su quello finanziario, cercando di promuovere le idee e i valori, le nostre lotte, ma è chiaro che la resistenza non può durare per sempre, come una fortezza circondata da eserciti regolari e potenti, mentre il cibo e le munizioni stanno iniziando a mancare a noi.
Nella battaglia abbiamo un sacco di passione, un sacco di energia, un sacco di forza, ma dobbiamo cominciare a uscire fuori, per creare una rete per tentare un contrattacco, sviluppare resistenze interattive, altrimenti la repressione finanziaria, da un lato, e lo sapete bene voi greci, e i governi centrali dall’altra cercheranno di mantenere il controllo. Il governo di Salvini e Di Mao non ha nulla di diverso dalle politiche neoliberiste. La sua squadra di governo è in perfetta continuazione delle politiche di questo tipo.

 

Dopo di lei anche altri sindaci hanno dichiarato di aprire i loro porti…

Abbiamo avuto una risposta molto forte e ci ha dato molta fiducia e incentivo. Stiamo vivendo un momento di grandi cambiamenti. Come con tutti i principali cambiamenti, le strade che possiamo o percorrere sono diverse. Di fronte al “governo del cambiamento”, diciamo, di Salvini e Di Maio, c’è una cosa positiva che si muove in Italia ed è l’idea che ci sia un luogo ideale per costruire una Italia e una Europa completamente diverse. Ci lavoriamo.

La questione dei porti aperti e dell’Aquarius ha dimostrato che c’è una grande sensibilità. All’inizio qualcuno non aveva il coraggio di parlare per primo. Napoli ha parlato per prima e questo ha posto Napoli come una città che è sempre di più un punto di riferimento e una capitale del Mediterraneo. Per noi è importante che molti ci abbiano seguito. Non ci siamo mai sentiti soli, come non dobbiamo lasciare mai soli i rifugiati e gli immigrati.

 

L’intervista è stata pubblicata nel diario de SYRIZA, Domenica 17 Giugno del 2018.