Lluis Camproubi, sinistra catalana: “Dobbiamo rivendicare di più democrazia e solidarietà”

“Contro il populismo e il nazionalismo in Catalogna, Spagna e la stessa Europa, abbiamo bisogno di uscire dalle politiche di austerità e di impoverimento e di rivendicare di più la democrazia, la coesione sociale e la solidarietà. Il futuro appartiene al riconoscimento della diversità dei popoli della Spagna e la federalizzazione democratica del paese, mentre in Europa dobbiamo seguire parallelamente una politica contro la piega nazionale”, ha detto ad “Avgi” Lluis Camproubi, membro del Comitato esecutivo di Iniziativa per la Catalogna – Verdi (ICV) e responsabile per le Relazioni europee e internazionali del partito, ad Atene per partecipare al Forum Progressista di due giorni del 16 e 17 marzo ad Atene per il presente e il futuro dell’Europa.

di Argyrios Argiris Panagopoulos*

 

Come è oggi la situazione in Catalogna?

Siamo in una situazione di stallo. Sul piano sociale, v’è una sensazione generale di stanchezza rispetto alla polemica politica acuta dei mesi precedenti, il desiderio di tornare alla normalità e il tentativo di risolvere i problemi di tutti i giorni. A livello istituzionale continuiamo a sperimentare una situazione anomala, precipitata dalla dichiarazione unilaterale di indipendenza e la reazione del governo spagnolo. Continua l’incertezza a causa del fatto che nel parlamento locale c’è una maggioranza a favore dell’indipendenza, che non coincide con la maggioranza sociale, e che, a causa delle sue divisioni interne non può facilitare la formazione di un governo stabile. Il fatto che ci siano ancora in prigione dei leader dei partiti che sono a favore dell’indipendenza, di fronte a gravi accuse, aggrava ulteriormente la situazione. Da parte nostra stiamo cercando di abbassare i toni e di avviare un dialogo tra tutti.

 

Voi, però, ancora continuate a non essere identificati né con i nazionalisti catalani, né con il nazionalismo spagnolo …

Fin dall’inizio abbiamo sostenuto la necessità di abbassare le tensioni e di cercare il dialogo tra tutti, sia tra le forze all’interno della società pluralista catalana sia a livello nazionale con il governo e il parlamento spagnolo, per poter essere in grado di camminare verso una riforma costituzionale con le altre riforme democratiche , per riconoscere che la Spagna rappresenta una società di molte nazioni.
Noi non sosteniamo l’indipendenza della Catalogna, perché abbiamo un nostro progetto per un paese federale e multinazionale e siamo contro il nazionalismo spagnolo, rappresentato dal Partito Popolare e dal partito Ciudadanos, che non vogliono nessuna soluzione politica preferendo le persecuzioni legali. La stragrande maggioranza del popolo catalano vuole una maggiore autonomia amministrativa e il dialogo in Catalogna e in Spagna.

 

Perché finora non è stata possibile una collaborazione della Sinistra con i socialisti?

Fin dall’inizio abbiamo proposto la creazione di un’asse progressista che potrebbe portare a un cambiamento, tra i socialisti catalani del PSC, la Sinistra Repubblicana Catalana ERC e la nostra Sinistra. La proposta non è stata accettata, ma credo che il tempo ci costringerà a seguire questa strada. A volte siamo troppo vicini ai socialisti in Catalogna e il resto dello stato spagnolo, altri no. Dobbiamo trovare un accordo perché da entrambe le parti, probabilmente abbiamo fatto errori e alla fine non abbiamo una maggioranza politica diversa.

 

I sondaggi mostrano un aumento complessivo delle forze di destra, con la crescita di Ciudadanos rispetto al Partito popolare…

Il fatto che l’asse del confronto con la destra è passato al problema nazionale della Catalogna ha facilitato l’aumento complessivo delle forze di Sinistra e di quelle democratiche. La destra ha approfittato della situazione perché sono passate in secondo piano, la corruzione, la crisi economica e la difficile situazione sociale della gente. La polarizzazione dell’ asse sulla Catalogna non aiuta la Sinistra e lo spazio democratico e progressista.

 

Nonostante la contraposizione con i due campi nazionalisti, continuate verso la unità delle forze della Sinistra catalana…

In questo periodo stiamo accelerando l’unificazione delle forze di Sinistra attraverso Catalunya En Comù, cosa che era evidente dovesse accadere dopo la nostra vittoria nel comune di Barcellona nel 2015 e i “Comuni del Cambio”. Oggi marxisti e post-marxisti, come la Sinistra Unita e Alternativa (EUiA), gente di sinistra e ambientalisti, come l’Iniziativa per la Catalogna – Verdi (ICV), i nuovi partiti, come Podemos di Catalogna (Podem), compagni e cittadini senza partito, forme classiche di Sinistra e dell’ecologia, si incontrano con i nuovi movimenti ed esperienze e le nuove rivendicazioni e le esigenze della società. Nessuno sta tentando di mettere il “capello” agli altri ed è importante che tutti noi riconosciamo questa nuova esperienza.

 

Le forze di destra si preparano a prendersi la rivincita conto i “Comuni del Cambio” con il Partito Popolare e Ciudadanos lavorando a candidature congiunte. In Spagna ci saranno contemporaneamente le elezioni amministrative comunali e regionali e quelle europee…

Avremo tutte queste elezioni lo stesso giorno. A partire dal 2015 fino ad oggi abbiamo dimostrato che siamo in grado di gestire molto bene i Comuni più grandi del paese, Madrid e Barcellona, ​​e decine di altre città importanti del paese. È migliorata la qualità della vita in queste città, affrontando la corruzione e sono diventate priorità i problemi dei cittadini. La gente lo riconosce e la destra vuole finire questa importante esperienza democratica. A Madrid e Barcellona stiamo dando battaglie quotidiane contro la destra per sostenere le nostre giunte.

 

Come vede l’Europa?

Siamo in un momento cruciale per l’architettura europea e quella dell’eurozona. La crisi economica e sociale non solo ha rafforzato le disuguaglianze e l’impoverimento, ma ha portato anche al rafforzamento dell’euroscetticismo ed ad una piega nazionale piuttosto pericolosa, come abbiamo visto con la Brexit. A differenza dello status quo attuale, che non vuole cambiare praticamente nulla, o la prospettiva di piega nazionale, dobbiamo rivendicare una maggiore democrazia nella UE e nella zona euro.
Merkel e Macron parlano di una maggiore integrazione, noi diciamo che deve avvenire con condizioni democratiche e sociali e gli strumenti funzionali per l’intera zona euro e l’Unione europea, evitando le contrapposizioni tra Stati – membri e la conservazione dell’attuale dominio nell’UE.

 

Nelle elezioni europee sareste presenti con una lista unitaria?

La legge elettorale prevede un’unica lista elettorale in tutto il paese. Il nostro desiderio è quello di andare tutti insieme alle elezioni europee, da Podemos, la Sinistra Unita e l’Iniziativa fino alle liste unitarie di Sinistra vogliamo lottare uniti per le elezioni europee. Dobbiamo ovviamente decidere le modalità, il profilo e il nostro programma. La nostra volontà è quella di dimostrare che siamo uniti in tutta la Spagna e lottiamo insieme. Ci impegniamo per un’Europa democratica, inclusiva e socialmente giusta.

 

* L’ intervista è stata pubblicata nel quotidiano di SYRIZA, “Avgi”, venerdi 16 marzo 2018.