Riparte il Brancaccio, ma lascia fuori dalla porta i partiti

L’Alleanza Popolare per la Democrazia e l’Uguaglianza, meglio conosciuta come “l’assemblea del Brancaccio”, prova a ripartire dopo l’affossamento avvenuto principalmente ad opera dei vari partitini di sinistra a ridosso della tornata elettorale di marzo, ma anche a causa di una eccessiva personificazione di un percorso che si dichiarava nelle intenzioni collettivo e orizzontale.

Il comitato promotore ha inviato in questi giorni una mail contenente il testo che riportiamo integralmente qui sotto, nel quale è possibile scorgere alcune novità di rilievo nell’impostazione generale, come la decisione di escludere i vari partiti di sinistra nella loro forma organizzata, ma anche una doverosa autocritica per la sovraesposizione e personalizzazione del percorso ad opera di quelli che erano stati i due volti “pubblici” delle assemblee, ossia Tomaso Montanari e Anna Falcone.

 

Ricevi questa email perché avevi dato la tua adesione ad Alleanza Popolare per la Democrazia e l’Uguaglianza. Abbiamo delle buone notizie da comunicarti e tanta partecipazione da chiederti.

Come sai, a novembre dell’anno scorso il progetto iniziato da Anna Falcone e Tomaso Montanari il 18 giugno al Teatro Brancaccio si è bruscamente interrotto ma è importante dire che quel progetto non è morto. Sta cambiando forma, imparando dai propri errori, ma finalmente è pronto a ripartire. Abbiamo bisogno della forza e della passione di tutti quelli che hanno creduto e partecipato a quel tentativo, che oggi si rinnova.

In questi mesi abbiamo ascoltato tante voci chiedere che “il Brancaccio” non morisse e ci siamo interrogati su come fare per rispondere a questo appello: abbiamo capito che prima di tutto bisognava capire cosa non ha funzionato e perché.

 

Il rapporto coi partiti

Volevamo creare un soggetto inclusivo, coinvolgendo le forze organizzate della sinistra insieme alla “società civile” e abbiamo chiesto ai partiti di lanciarsi in una avventura nuova su percorsi sconosciuti. Non ha funzionato: tutti i partiti hanno innescato una reazione di autodifesa, cercando di egemonizzare il tentativo o, in alternativa, di marginalizzarlo. E’ necessario prendere atto che un vero rinnovamento della politica, nei metodi e nei contenuti, deve avvenire in uno spazio aperto e paritario dove c’è posto per tutti gli individui, con tessere o senza, ma da cui le organizzazioni che ci hanno portato dove siamo oggi sono irrimediabilmente fuori.

 

La personalizzazione

Nonostante la volontà opposta degli stessi interessati, tutto il progetto è stato troppo incentrato sulle figure carismatiche di Anna e Tomaso e questo ha causato difficoltà organizzative, ambiguità, e attenzione concentrata sul profilo e sulle scelte delle persone mettendo in ombra la dimensione collettiva che era alla base del progetto.

 

Il distacco dalla società civile

L’apporto delle associazioni e delle organizzazioni sociali è stato sopravvalutato: la realtà ha dimostrato che la speranza di controbilanciare il peso dei partiti con quello della società civile era illusoria. La sinistra deve prendere atto di essere ormai molto lontana dal popolo che vorrebbe rappresentare e che il recupero di questo contatto passa necessariamente attraverso un profondo ripensamento e soprattutto attraverso il rilancio di un lavoro sui territori senza il quale non si può pensare di interpretare in modo credibile la realtà.

 

Gli strumenti di partecipazione

Abbiamo capito che in assenza di risorse collegare le diverse realtà territoriali è un lavoro difficile. Per questo reputiamo oggi indispensabile la disponibilità di una piattaforma digitale che permetta a tutti di partecipare, informarsi, discutere, votare, in modo semplice e veloce. La piattaforma però diventa un punto nevralgico di controllo e di trasparenza ed è quindi indispensabile che venga costruita e gestita con le massime garanzie di democraticità ed evitando di farne uno strumento di potere. Un gruppo specifico si sta dedicando ad individuare le caratteristiche dello strumento più adatto alle nostre necessità e a stilare una prima bozza di regolamento per la gestione e l’uso della piattaforma, ma sono benvenuti i conributi di chiunque sia in grado di aiutarci a costruirla nel modo migliore per tutti.

Da mesi, attraverso un lavoro oscuro e difficile, iniziato a partire dal documento programmatico (PDF 41 pag) che riassumeva quanto emerso dalla splendida esperienza delle Cento Piazze, un gruppo di promotori che non si arrende all’idea di disperdere questo patrimonio di idee e di energie sta lavorando per ricostruire le condizioni per iniziare un nuovo progetto facendo tesoro degli errori commessi, comunque basato sugli stessi principi e con gli stessi obiettivi.

Stiamo organizzando una rete di associazioni e di individui, sul territorio, ai quali vorremmo offrire l’occasione di costruire in modo collettivo un nuovo soggetto, che dovrà superare i limiti che ci hanno ostacolato finora e trovare, tutti insieme, la forma organizzativa che da un lato garantisca la più totale orizzontalità e trasparenza decisionale, dall’altro l’efficienza operativa che è mancata finora.

Abbiamo elaborato alcune idee di base, che possono guidarci nella discussione di come portare avanti questo nuovo soggetto; le puoi trovare qui e qui.

E abbiamo dato il via ad un nuovo percorso, che vorremmo iniziare al più presto tutti insieme; puoi trovare l’appello qui.

Ora ti scriviamo per chiederti la conferma della tua volontà di partecipare a questo nuovo percorso. Se sei con noi ti chiediamo di compilare questo modulo.

Per fornire a tutte le realtà presenti e attive sul territorio un supporto per costruire una rete che ha iniziato a strutturarsi abbiamo bisogno del tuo consenso a fornire i tuoi riferimenti a coloro che hanno iniziato ad organizzarsi sul tuo territorio, laddove questo è già avvenuto, o comunque a coloro che gravitano nella stessa zona così da promuovere la partecipazione paritetica di chiunque lo voglia. Ti invitiamo quindi a metterti in contatto con noi all’indirizzo perlademocraziaeluguaglianza@gmail.com per esaminare insieme le cose da fare, le prospettive e, se credi, per esporre le tue opinioni sulla situazione politica, resa così incerta per l’assenza di una sinistra credibile e organizzata, anche per una pubblicazione sul sito.

A questo proposito ti vogliamo dire che anche il gruppo dei promotori, di cui fanno parte anche Anna Falcone e Tomaso Montanari, è un gruppo aperto e permeabile: chiunque senta di poter dare un contributo al durissimo lavoro che abbiamo davanti è benvenuto. Il gruppo si pone come solo obiettivo quello di facilitare le condizioni per consentire la partecipazione e la condivisione di scelte: a partire da nome, statuto e forme di partecipazione. Siamo una struttura provvisoria di servizio, che ha lo scopo di rendere possibili i primi passi del soggetto che andremo a costruire.

Come, su che basi, con che organizzazione, con quali regole e quali finalità, lo decideremo insieme.

Se ritieni di voler essere ancora parte di questo sogno, compila il modulo di conferma, con le tue informazioni e tieniti pronto a partecipare, secondo le tue disponibilità, ma in modo attivo, con noi.

Ti aspettiamo.

Il gruppo promotore.