Tutte le differenze tra Tsipras e Salvini. Questa è la sfida

Grecia e Italia, a parte l’eccellente vicinato, la storia e la cultura comuni, condividono da lungo tempo (almeno venti anni) problemi strutturali:  un debito pubblico elevato, un modello di sviluppo fallito, livelli alti di corruzione, alto deficit democratico, grandi diseguaglianze, settore bancario problematico, brain drain, calo del tasso di natalità, deficit nello stato sociale e nelle infrastrutture, settore pubblico burocratico e inefficace. La crisi globale e le continue politiche neoliberiste hanno affondato i due paesi al livello socio-economico. L’austerità, in mezzo della crisi,  proposta da Bruxelles per l’Italia, in modo ancora più brutale per la Grecia, è uscita dal libro del neoliberismo.

di Lefteris Stoukogeorgos – Transform! Italia

La visione del FΜΙ e dello status quo europeo, in particolare per i paesi ad alto debito pubblico, si è rivelata disastrosa. La Germania era quella che ha beneficiato di più dalla crisi dei due paesi. L’attuale impasse dell’Italia ricorda quello greco prima del 2015. Tuttavia, ci sono grandi differenze tra Grecia e Italia.

Differenze tra Grecia e Italia

L’Italia ha una posizione strategica più forte della Grecia, come membro del G8 e come terza più grande economia dell’Europa. Appartiene ai paesi “troppo grandi per fallire”, un Italexit sarebbe esponenzialmente più pericoloso a livello mondiale, rispetto ad una Grexit.

L’Italia e stata beneficiata sostanzialmente dal Quantitative Easing, invece le istituzioni Europee hanno negato la partecipazione della Grecia al QE. La struttura del debito pubblico italiano indica che solo il 32% è in possesso di investitori stranieri (e solo il 5% fuori Europa). A differenza dalla Grecia dove il debito è esclusivamente in mano estera e in gran parte negli Stati membri dell Eurozona , dopo il devastante PSI del 2011 . Il PSI (Private Sector Involvement) era la procedura di ristrutturazione del debito pubblico con gran perdita del patrimonio sociale e con sostituzione del diritto greco (a favore del debitore)  con quello inglese ( a favore del creditore).

È improbabile che l’Italia sia spinta fuori a colpi di sanzioni future. Inoltre, ci sono state simili minacce di sanzioni fatte da Bruxelles contro i paesi dell’Europa orientale, ma senza conseguenze sostanziali. Bruxelles e Berlino hanno invece affrontato la Grecia come estremo esperimento di ordoliberalismo, ben sapendo che veniva colpita duramente il popolo del paese e non l’élite politica ed economica che era responsabile della più grande crisi economica e sociale storicamente.

L’Italia ha un tessuto industriale che, nella sua più grande crisi postbellica, gli permette di respirare, mentre la Grecia no. La Grecia ha perso dal’imposizione dei due memorandum il 25% del PIL (2010-14), un fenomeno unico in tempo di pace a livello globale, che ha proiettato il suo debito pubblico al 181% del PIL e dissanguato la società con 65 miliardi. L’Italia, dopo la crisi del 2008 , è stata sotto sorveglianza commissionaria ma con un tasso di devastazione molto inferiore rispetto alla Grecia .

SYRIZA al governo

Ma c’è anche una profonda differenza politica tra i due paesi. In Grecia l’ascesa di Syriza nel 2015, con un programma contro l’austerità, aveva un chiaro orientamento di sinistra, derivato dalla storia e dalle posizioni politiche di Sinistra.

È stato il primo conflitto in Europa tra due mondi diversi, quello della Sinistra e quello del austerita neoliberale,  in cui si sono contrastate non solo le teorie politiche ma anche quelle economiche. In Italia il governo è il risultato di uno stallo politico. Un compromesso estremo, dopo tre mesi di negoziazioni, tra un partito multicollettivo come i cinque stelle, che ha cessato di essere “antisistemico” un anno fa e l’estrema destra di Salvini con una agenda economica neoliberista.

La miscela è paradossale. Particolarmente nella questione dei migranti e  della sicurezza, la differenza tra i due paesi è caotica, tra democrazia e politica di estrema destra.

La dipendenza della Grecia, sottoposta all’egida delle grandi potenze, va avanti dal 1827 fino ad oggi. Se questo domani cambierà meglio per tutti noi. Questo cambiamento è quello che cerca di perseguire il più possibile il governo di Alexis Tsipras, giocando sullo scenario globale e analizzando quella che Brezinski chiama scacchiera mondiale e la logica dei poli.  L’Italia era sempre meno dipendente, situazione che però si è deteriorata nel ultimo ventennio.

In una situazione di recessione e deflazione estrema nel 2015, SYRIZA ha assunto il governo del paese, ha combattuto e ora svolta mantenendo un rapporto con una società che è rimasta in piedi.  Il governo, dopo una dura trattativa, ha ottenuto l’alleviamento e la sostenibilità del debito pubblico. Per la prima volta dal 2006, abbiamo una crescita reale del PIL dell’1,4% nel 2017, a causa di una significativa ripresa degli investimenti e delle esportazioni.

La crescita del PIL reale nel 2018 dovrebbe raggiungere il 2,3% e dal 2019 al 2,5%. La disoccupazione dovrebbe scendere al di sotto del 18,4% nel 2018 (dal 25,5% di tre anni fa), mentre il salario minimo è stato aumentato e si e fatto il pieno ripristino dei contratti collettivi. In materia fiscale nel 2019 comincia  la riduzione delle tasse in modo progressivo per i più, in correlazione con un piano di sviluppo strategico.

Per l’Italia, si prevede un debole  aumento (1,1%) per il 2018 e l’1% per il 2019, non in grado di far uscire il paese dallo stallo, mentre la Grecia vede “luce ala fine del tunnel”. Il governo 5s-Lega a Settembre ha preso di mira su tre punti di conflitto con le istituzioni europee in materia di bilancio. In seguito alla trattativa con Bruxelles, il costo delle misure è stato ridotto significativamente. La flat tax, il sogno della Lega, che avrebbe trasformato l’Italia in una sorta di paradiso fiscale, fortunatamente non si è concretizzato. Ciò ridurrebbe la tassazione sui capitali di 10 punti e abbasserebbe la tassa sui redditi molto alti al 15%. Resta (con due aliquote) una riforma socialmente iniqua, ingiusta e fiscalmente reazionaria. Il reddito di cittadinanza non e che un allargamento di vecchie proposte come la social card di Tremonti. La riforma pensionistica non cambia sostanzialmente la legge Fornero , che piaceva tanto a Bruxelles.

 Il caso italiano  

Le ultime elezioni in Italia, in seguito al rifiuto di Renzi di governare con M5S, hanno creato questo “strano” governo, Movimento Cinque Stelle (32,7%), Lega (17,4%). Salvini, comunque, è quello che ha imposto l’agenda politica. Gli elettori hanno votato per i Cinque Stelle, ma Salvini è diventato il leader. M5s è spiazzato, la sua politica si basa sulla tattica, senza una strategia all’interno, ma anche nel panorama europeo. Salvini guida un partito appartenente alla nuova “internazionale nera”, la cosiddetta Destra Alternativa (Alternative Right) con valori simili a quelli dei fascisti ma si differenziano nel fatto che la nuova estrema destra è neoliberista, al di là della sua maschera.

La collisione di Salvini con le istituzioni europee è pericolosa per il suo nazionalismo e l’anti-europeismo intrinseco. Da questo punto di vista, qualsiasi paragone e somiglianza tra la politica greca e italiana può contribuire all’aumento del rischio chiamato estrema destra. Per migliorare la prospettiva, è necessario creare un’Europa più giusta e più equa, e in questo sforzo,  SYRIZA di Tsipras apre il sentiero.

 

Fonte originale: https://www.transform-italia.it/tsipras-o-salvini-questa-e-la-sfida/?fbclid=IwAR2XGi1_GPRi-4Mpw70GBsMbBvN-snOWUvWE0KNBfHNw-mb4IeGbFcGmlxk