Il comunismo è fuorilegge in Ucraina

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Comunisti Ucraini fuorilegge: impedita la loro partecipazione alle elezioni

«La messa al bando del Partito Comunista in Ucraina stabilisce un precedente molto pericoloso», è quanto ha dichiarato non un esponente di un Partito Comunista bensì il direttore di Amnesty International per l’Europa e l’Asia Centrale, John Dalhuisen, così come riportato dal portale inglese Morning Star.
Mercoledì scorso, infatti, il Tribunale amministrativo distrettuale della capitale ucraina ha confermato la decisione del Governo di bandire il KPU (Partito Comunista Ucraino) impedendo all’organizzazione di partecipare alle elezioni. Il processo di decomunistizzazione messo in atto dal governo ucraino si è – infine – compiuto: già nell’estate di quest’anno – come già riportato da SinistrainEuropa – «il governo filo-occidentale ha dato il via a una riforma (sic!) per liberare il Paese dal retaggio sovietico con una controversa legge che equipara comunismo e nazismo», come riportava l’agenzia ANSA il 24 luglio mentre il Servizio stampa della Sicurezza Nazionale e del Consiglio di Difesa dell’Ucraina twittava «Oggi è un giorno di giustizia storica: il Partito Comunista Ucraino perde il proprio diritto di  di essere il soggetto del processo elettorale».
Quel processo di repressione si è compiuto un pugno di giorni fa: i simboli e la propaganda comunista sono stati messi al bando dal governo Ucraino. Dieci anni di carcere la pena per i trasgressori di tale “legge”.

Le reazioni

KPRF_FlagIl Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, in un lungo documento, dichiara: «[…] Il Presidium del CC del PCFR richiama l’attenzione sul fatto che la proibizione del Partito Comunista di Ucraina non è sufficientemente denunciata dagli strumenti di informazione di massa russi. Noi crediamo che questa situazione sia inaccettabile. Non abbiamo dubbi: gli ammiratori dell’ideologia della destra liberale simpatizzano per la giunta di Kiev. Qualsiasi giornalista che si consideri un professionista onesto è tenuto oggi ad alzare la voce in difesa di coloro i cui diritti e libertà sono violati nel modo più cinico e le cui vite sono in pericolo. Il Presidium del CC del PCFR fa appello al presidente e a chi dirige il governo della Russia perché si adotti una posizione energica e si riaffermi la fedeltà verso l’eredità dei padri e dei nonni – vincitori del fascismo. Occorre offrire il massimo sostegno alle repubbliche del Donbass e risolvere la questione con il loro riconoscimento ufficiale. Tale richiesta è stata avanzata già da molto tempo».

Logo_of_the_Communist_Party_of_Greece.svgIl KKE (Partito Comunista di Grecia) ha rilasciato una nota alla stampa in cui si legge: «Il KKE denuncia la decisione delle autorità giudiziarie ucraine di bandire definitivamente il Partito Comunista dell’Ucraina. Il governo reazionario di Kiev, con il sostegno degli Stati Uniti-UE e con l’attività aperta di nazionalisti e fascisti, hanno ultimato questo atto profondamente antidemocratico, dopo il processo-farsa e il rinnovo del suo ‘arsenale legislativo’ anti-comunista. Costoro stanno chiaramente prendendo in giro se stessi, se pensano di poter sottomettere la militanza dei comunisti e di mettere un freno alla superiorità della ideologia comunista utilizzando misure repressive. Il KKE esprime la sua solidarietà Partito Comunista dell’Ucraina e rafforzerà ancora di più la sua attività in Grecia e in Europa fino al completo annullamento delle leggi e dei divieti anti-comunisti in Ucraina».

logo_PCE__hi_res_Il PCE (Partito Comunista di Spagna) ha manifestato «la sua preoccupazione e la più ferma repulsa per la notizia ricevuta dall’Ucraina sul divieto delle attività del Partito Comunista di Ucraina (KPU) da parte del governo. La notizia, sebbene attesa, non cessa d’essere preoccupante. L’ anticomunismo è il primo passo verso la dittatura e il fascismo. Un fascismo, in questo caso, sostenuto dalla UE, la NATO e U.S.A. che appoggiarono e promossero il golpe del Maidan con la scusa che i manifestanti chiedevano l’accordo con la Unione Europea, quando, in realtà, alcuni erano gli utili idioti delle pretese espansionistiche verso Est degli interessi dei grandi monopoli della UE mentre altri erano gli eredi dei collaborazionisti con la Germania nazista durante l’occupazione dell’Ucraina nella II Guerra Mondiale. […] Il PCE, come in occasioni precedenti, torna a ribadire la sua solidarietà con il Partito Comunista Ucraino e ricorda il suo debito storico con la solidarietà, l’incoraggiamento e l’appoggio ricevuti, durante la lunga notte del franchismo, dai comunisti ucraini e dal resto dei popoli dell’URSS».

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