Conclusosi a Roma il quarto summit per il Plan B per l’UE e l’Euro

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Sabato e domenica scorsi, presso il Campidoglio a Roma, personalità importanti della sinistra europea, parlamentari europei e nazionali, amministratori di città “ribelli”, autorevoli accademici, leaders di associazioni di rappresentanza sociale e di movimenti hanno preso parte al quarto appuntamento del “Plan B” per l’Unione europea e l’euro.

È la tappa italiana di un lungo percorso iniziato a Parigi subito dopo l’imposizione al Governo Tsipras del Memorandum-capestro con la Troika da parte del Consiglio europeo del 13 Luglio 2015.

Il Plan B è una piattaforma sulla quale si incontrano e confrontano tutte le posizioni presenti nella sinistra e nell’area progressista europea: da chi punta, nonostante le evidenze, alla “riforma dei Trattati”, a chi invoca la “disobbedienza costruttiva”, a chi ritiene urgente il superamento dell’euro o l’exit di un singolo Paese. Ma il Plan B è una piattaforma orientata, non è un bazar sul piano politico e programmatico, ne è un generico contenitore di tutte le istanze della sinistra.

A conclusione del quarto ‘Summit per il Plan B per l’Unione europea e l’euro’, che si e’ svolto in Campidoglio sabato e domenica, è stata presentata una dichiarazione finale sottoscritta dai rappresentanti di tutte le forze della sinistra europea presenti.

Nella dichiarazione- dice Stefano Fassina, deputato di Sinistra Italiana- si sottolinea che “i leader europei celebrano il 60esimo anniversario dei Trattati di Roma, mentre l’Unione europea si sgretola. Noi siamo pronti a offrire un’alternativa ai popoli europei. Ora è il momento di sostenere e rafforzare il network del ‘Plan B’ come forum aperto e plurale di discussione e elaborazione di policy per alternative credibili per i popoli europei.
La nostra strategia si compone di un Plan A e un Plan B. Il Plan A include varie proposte per una profonda correzione di rotta del progetto europeo.

Il Plan B è una progressiva separazione dall’Unione europea, nel caso in cui Bruxelles continui lungo il sentiero neo-liberista e anti-democratico, e propone un nuovo tipo di cooperazione tra Stati, inclusa la cooperazione monetaria.
Noi lavoreremo in ognuno dei nostri Paesi e insieme in tutta Europa per una completa rinegoziazione dei Trattati europei. Noi ci impegniamo a sostenere le iniziative dei cittadini europei ovunque in una campagna di disobbedienza civile europea verso misure europee arbitrarie e regole irrazionali finchè non viene raggiunta la rinegoziazione dei Trattati. Noi riconosciamo che in casi come la Grecia non c’è spazio per rinegoziare con gli oppressori. E sosteniamo il diritto dei popoli alla resistenza e alla disobbedienza”.
Infine, il documento indica Lisbona come prossima tappa del Plan B, a Ottobre 2017, in corrispondenza del decennale del Trattato di Lisbona.

Qui Il testo integrale della dichiarazione finale.

Fonte: stefanofassina.it

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