Grecia, il parlamento approva l’ultimo bilancio dell’era memorandum

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Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi. Come è follia, secondo il governo, pensare che le cose non possano cambiare. Ed è in questo modo, con citazioni letterarie piuttosto auliche che si è aperto il dibattito al Parlamento greco sul bilancio di Stato del 2018 tra Alexis Tsipras e Kyriakos Mitsotakis, provvedimento poi approvato nella notte con 154 voti.

di Daniela Sansone

I due leader hanno dato battaglia nei loro discorsi prima della votazione finale, chiudendo una due-giorni in cui il governo ha dato conto al Parlamento dei progressi fino a quel momento raggiunti e degli ulteriori obiettivi “per il giorno dopo”: citazione tanto cara al primo ministro con cui vuole indicare il momento in cui il paese, dopo otto anni di austerità crudele, può cominciare a programmare il futuro senza la stampella europea. “La sfida delle sfide” è la ricostruzione produttiva del paese, che sta già cominciando a delinearsi grazie alle conferenze sullo sviluppo che vengono organizzate in tutte le regioni del paese e a cui il governo prende parte attivamente.

Quello che è stato mandato in archivio, è l’ultimo bilancio dell’era memorandum. Questo passaggio parlamentare per il governo Syriza Anel è fondamentale perché i prossimi “steps” sono quelli che porteranno il paese ad un ritorno alla normalità economica. La quarta valutazione sarà l’ultima poi ad Agosto del 2018 finalmente si guarderà definitivamente ad un futuro su cui dalle parti del Maximos Mansion già si sta lavorando, alacremente, da tempo. Con interventi su lavoratori, pensionati ma soprattutto giovani. Perché, sono proprio loro i giovani il futuro di un paese che deve rimettersi in piedi, camminare sulle sue gambe, progredire: evitare che ancora possano lasciare la Grecia e con loro non solo portare via dal paese il potenziale scientifico che rappresentano ma anche la speranza che rappresentano. In questi termini, il governo ha salutato con favore il provvedimento del ministro del lavoro proprio indirizzato ai giovani. Un intervento che non è solo politico ma anche di giustizia sociale, di equità. E forse sono proprio questi, gli aspetti che contribuiscono a rendere diverso questo governo: la ricerca sempre incessante della giustizia sociale e la garanzia di una maggiore equità.

Aspetti che il partito di Kyriakos Mitsotakis non accoglie nel suo DNA ideologico e che ritiene, invece, sinonimo di mala gestio della cosa pubblica e di incapacità governativa: “Pensi che il mondo è stupido e non fa confronti?” Ha chiesto, alterato, Tsipras a Mitsotakis: “In primo luogo abbiamo colpito la corruzione, abbiamo fermato gli sprechi, abbiamo colpito l’evasione e abbiamo aumentato l’occupazione, e i contributi ai fondi pubblici” ha dichiarato Alexis Tsipras. “Tu percorri una linea, la riproduci e i media ti sostengono. Inoltre, c’è anche l’aspetto del contenimento dei costi che ha salvato 180 milioni. Di nostra iniziativa, non per ordine degli istituti di credito. Gli ospedali non si sono fusi, né le scuole sono chiuse, né i dipendenti pubblici sono stati licenziati. Ma sembra che tu non abbia ancora aggiornato i dati. E prometti di ridurre le aliquote fiscali attraverso una vaga riduzione dei costi. Ma dicci, signor Mitsotakis, con quali spese? Stai suggerendo licenziamenti per impiegati pubblici o riduzione nelle risorse per la salute e l’istruzione? Il fatto è che tu sei più duro della troika!”.

Il bilancio dello Stato aumenta la spesa in materie come l’istruzione, portandola a 184 milioni. Un notevole balzo in avanti rispetto ai precedenti anni. L’accesso alla salute è aperto a tutti, a parità di condizioni. In questo contesto, nel 2018, il governo intende procedere a passo spedito verso l’attuazione a livello nazionale della grande riforma dell’assistenza sanitaria primaria, con cui verrà cambiata la mappa dei servizi sanitari pubblici nel paese. La lotta al lavoro sommerso, che mostra già una diminuzione dal 19% al 13% nelle zone alte di delinquenza continuerà ad essere una priorità.

Se sul fronte interno, il dibattito continua ad essere acceso tra una Nuova Democrazia che spera di tornare nuovamente al comando del paese e Syriza che cerca di rafforzare sempre la sua immagine di partito a sinistra con chiaro stampo europeista ma votato alla rinascita della società greca, sul fronte internazionale la Grecia acquista sempre di più una nuova immagine. Le visite di capi di Stato come Emmanuel Macron, avvenuta a settembre (per inciso, seconda visita di un capo di stato francese nel giro di pochi mesi) sono la spia di come il paese stia tornando ad un prestigio che sembrava sbiadito. La Grecia, che è paese membro dell’UE, ha saputo dimostrare col suo governo di voler partecipare attivamente ad una nuova ricostruzione europea, fondata su quei valori e principi che rappresentano l’ideologia di Syriza, che il parlamento e il governo cercano di osservare nel loro continuo ed incessante lavoro politico. Se è follia pensare che le cose possano cambiare, allora, ad Atene hanno imboccato la strada giusta: la strada del folle ma sicuro cambiamento.