Grecia, Tsipras vara il “dividendo sociale”: un miliardo di tesoretto per i più poveri

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Il governo greco del Primo Ministro Alexis Tsipras si prepara a distribuire il “dividendo sociale”, un tesoretto da circa un miliardo di euro (secondo le prime stime) a favore dei settori sociali della società greca che più hanno sofferto la lunga crisi economica e le politiche di austerity.

di Adriano Manna

L’annuncio è arrivato dal portavoce del governo ellenico Dimitris Tzanakopoulos, che ha specificato come siano ancora da definire tempistiche e meccanismi delle misure a favore degli strati popolari ellenici con cui l’esecutivo greco intende impiegare integralmente il “tesoretto”, quantificato in circa un miliardo di euro (per la cifra esatta occorrerà aspettare fine novembre, quando si avranno i dati quasi definitivi sulle performance di quest’anno) accumulato grazie ad un surplus di bilancio migliore delle previsioni.

L’avanzo primario per il bilancio pubblico ellenico (la differenza tra entrate e uscite dello Stato al netto degli interessi sul debito) si attesterà per quest’anno intorno al 2,2%, ben oltre l’1,75% preteso dalla Bce e FMI. Per Tsipas la conferma di questi dati potrebbe rappresentare il primo vero e proprio spazio di manovra per uscire dalla morsa delle politiche di austerity imposte dal piano di salvataggio dell’ex Troika, e quindi la possibilità concreta di attuare quel “piano parallelo” con cui il governo di Syriza annunciava di voler mettere al riparo gli strati più deboli dagli effetti dei “compiti a casa” imposti dai creditori.

Per Tsipras, che prima dell’estate aveva raggiunto il picco minimo di popolarità in Grecia, con la destra di Nea Demokratia avanti di quasi 15 punti nei sondaggi di gradimento, questa potrebbe rappresentare l’occasione per invertire decisamente la tendenza, alimentando con decisione quella lenta risalita nelle rilevazioni di gradimento più recenti che, complice il graduale miglioramento dello stato dell’economia del paese, hanno visto Syriza risalire a soli 5 punti di distacco dalla destra.

Qualsiasi concreto discorso sul rilancio dell’azione del governo greco rimane, nei fatti, subordinato alla chiusura della seconda fase del piano di salvataggio, che potrebbe preludere all’agognata ristrutturazione del debito e alla cancellazione dei controlli di capitale introdotti nel luglio 2015.

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