La BCE conferma la fine del quantitative easing entro dicembre

Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea (BCE) aveva lanciato nel marzo 2015 il quantitative easing, ovvero un programma di acquisto di titoli di Stato per sostenere il debito pubblico dei Paesi. Questa operazione aveva aiutato in particolare l’Italia, che detiene un debito pubblico pari a 2.315 miliardi, cresciuto negli ultimi mesi al ritmo di 10,5 miliardi al mese. In particolare, gli acquisti della Bce hanno aiutato a sostenere la domanda di titoli di Stato, allentando la stretta del credito delle banche. 

La scorsa settimana è stato tuttavia confermato che il Qe durerà fino a dicembre 2018. Una notizia che potrebbe avere ripercussioni molto pesanti sulla tenuta dei conti pubblici italiani in un quadro complessivo di profonda incertezza.

Il Consiglio direttivo della Bce “continuerà a effettuare acquisti netti nell’ambito del programma di acquisto di attività (Paa) all’attuale ritmo mensile di 30 miliardi di euro sino alla fine di questo mese. Dopo settembre 2018, il Consiglio direttivo ridurrà il ritmo mensile degli acquisti netti di attività a 15 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2018 e anticipa che in seguito, se i dati più recenti confermeranno le prospettive di inflazione a medio termine, gli acquisti netti giungeranno a termine”. Così la Bce in una nota.

“Il Consiglio direttivo- si legge ancora- intende reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del Paa per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario”.

 

BCE lascia tassi a zero, bassi fino a estate 2019

Nella riunione odierna il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha inoltre deciso che “i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%”.

Il Consiglio direttivo “si attende che i tassi di interesse di riferimento della Bce si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino all’estate del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine”, conclude la nota della Bce.