La Grecia verso una riforma costituzionale di stampo progressista

“L’incontro odierno del nostro gruppo parlamentare si concentra esclusivamente sulla proposta di revisione della Costituzione. Tuttavia, è anche il primo incontro che si svolge dopo l’uscita del paese dalle intese, vale a dire dopo il 21 agosto. Siamo riusciti, dove tre successivi governi hanno fallito miseramente. E soprattutto ci siamo riusciti, a differenza di precedenti governi, proteggendo i più deboli e mantenendo la società ancora in piedi”: Lo ha detto Alexis Tsipras, nel suo discorso al Gruppo Parlamentare di Syriza che si è riunito oggi, 30 ottobre. Focus dell’incontro, l’avvio della procedura di revisione costituzionale che occuperà il lavoro del parlamento nel prossimo futuro dopo l’uscita del paese dalle tutele. 

di Daniela Sansone

La riforma della Costituzione è uno step fortemente voluto dal governo ed è iniziato già nell’estate del 2016 con il lancio di una piattaforma di dialogo civile, a cui hanno preso parte non solo politici e accademici ma anche cittadini comuni. Questo coinvolgimento dimostra uno scopo fondamentale. La modifica della Costituzione non deve essere competenza del solo Parlamento ma deve vedere la partecipazione attiva della cittadinanza, dal momento che la Costituzione, non è solo lo strumento di verifica della legittimità delle leggi ma anche norma fondamentale della società civile. Durante il suo intervento alla riunione del gruppo parlamentare, il Primo Ministro ha anche fatto menzione delle importanti evoluzioni dell’economia, che si sta avviando ad un buon recupero: “la nostra performance finanziaria è tale che non solo rende il taglio delle pensioni non necessario, ma allo stesso tempo consente l’introduzione di misure di sollievo e sostegno sociale”. Questo aspetto, in realtà, rappresenta una base importante per l’avvio di questo procedimento riformatore. La graduale stabilità dell’economia è sintomatico del fatto che il paese si sta lentamente riabilitando e sta prendendo coscienza che il suo background è cambiato e quei cambiamenti non possono essere più ignorati. Adesso, devono essere cristallizzati in disposizioni che, mano mano, costruiranno il nuovo substrato giuridico post memorandum.

Per ciò che riguarda il profilo economico, nel suo discorso Tsipras ha osservato che il progetto di bilancio, che è stato presentato alla Commissione europea, comprende tutte le misure esposte al TIF compreso il provvedimento riguardante il taglio delle pensioni e che il governo ha annunciato che non attuerà. Ha ribadito che queste misure inizieranno a essere legiferate a novembre “e lì, tutte le forze politiche saranno chiamate a prendere posizioni. Dovranno confessare pubblicamente in Parlamento ciò che hanno finora ostinatamente negato, dando un’immagine falsa al popolo greco. Ammettere che la fase dei memorandum e degli aggiustamenti fiscali è stata chiusa e che stiamo entrando in una nuova fase di moderata espansione fiscale”, ha aggiunto. Avviata l’economia ad un buon recupero, è importante che il Parlamento di concentri “sui grandi cambiamenti istituzionali e alle riforme di cui il Paese ha bisogno. Per rafforzare lo stato sociale, approfondire la democrazia, la meritocrazia e l’uguaglianza, modernizzare la pubblica amministrazione”.

La riforma della Costituzione, si pone come un passaggio fondamentale e di riassestamento del quadro strutturale interno ad un paese che ha conosciuto le misure di austerità e al contempo, ha visto diminuire la sua sovranità. Questo processo serve al paese non solo per fissare nuovi diritti fondamentali, come quelli attinenti al quadro dei diritti sociali ma anche a rafforzare la democrazia e la sovranità popolare. Con la riforma della Costituzione, è il momento di promuovere un taglio netto e necessario col passato, sia per ripristinare la fiducia del cittadino nel sistema politico ma anche per l’approfondimento della sovranità popolare e della democrazia. Questi contenuti, assieme a quelli emersi dalla consultazione popolare avviata due anni fa, costituiscono la base essenziale da cui partirà il dibattito di riforma. “Oggi siamo pronti ad assumerci la responsabilità istituzionale e ad avviare il processo di riforma costituzionale più importante”, ha affermato Tsipras. “Il nostro obiettivo principale è rispondere alle grandi sfide che si presentano oggi alla democrazia e al parlamentarismo. Ma anche alle sfide e ai pericoli della sovranità incontrollata e del neoliberismo per le società moderne”.

La dura esperienza della crisi economica e dei memorandum ha messo a nudo le lacune di uno stato che si è trovato impreparato ad affrontare la durezza delle misure e al contempo il progressivo svuotamento della sua sovranità. Da un lato, la crisi economica ha messo in evidenza i mali cronici dello stato greco, dall’altro i memoranda hanno sollevato la questione della sovranità popolare, portando con forza alla ribalta la richiesta di difesa e rafforzamento stesso della democrazia.

I pilastri su cui si poggerà la riforma della costituzione sono cinque e si sostanziano nella revisione degli articoli che riguardano queste materie: stato ed istituzioni, democrazia diretta, stato di diritto, relazione tra stato e chiesa, diritti sociali.

-Il primo pilastro, riguarda il progetto per l’architettura del sistema: viene introdotto e costituzionalizzato il principio del proporzionale semplice nella legge elettorale. La riforma, prevederà anche l’introduzione di un voto costruttivo di sfiducia, una mozione che secondo Tsipras, crea condizioni di stabilità politica, poiché rende difficile la scadenza della legislatura in anticipo. Il voto dovrà essere accompagnato dalla proposta per l’elezione di un nuovo primo ministro, tra i membri del Parlamento eletti dal popolo. L’elezione diretta del Presidente della Repubblica da parte del popolo – se non eletto in due votazioni successive dalla Camera. Ogni parlamentare, può essere eletto solo per due sessioni parlamentari consecutive.

-Il secondo pilastro, concerne le misure per rafforzare le istituzioni della democrazia diretta: in queste misure sono ricompresi l’obbligo di ratifica mediante referendum di qualsiasi trattato che conferisce poteri sovrani allo stato. La possibilità di un referendum di iniziativa popolare con la raccolta di almeno 500.000 firme su questioni nazionali e la raccolta di oltre 1 milione di firme per una legge votata (escluse le leggi in materia di bilancio).

-Il terzo pilastro comprende le disposizione che mirano a rafforzare lo stato di diritto. Sono comprese, pertanto, le norme in materia di ‘immunità parlamentare, riforma della legge sulla responsabilità dei ministri nell’esercizio delle loro funzioni e la modifica del metodo di elezione delle autorità indipendenti.

-il quarto pilastro concerne i rapporti tra Stato e Chiesa. Si ribadisce il principio della Separazione tra Stato e Chiesa ma si mantiene, per ragioni storiche e politiche, il riconoscimento della religione ortodossa, quale credo ufficiale della Repubblica Ellenica. Si introduce il riconoscimento del Giuramento politico, accanto a quello religioso, all’atto della assunzione dei doveri istituzionali.

Il terzo pilastro, riguarda le misure per rafforzare lo stato di diritto. Qui sono ricomprese l’abolizione dell’immunità parlamentare, la rigorosa riforma della procedura sulla responsabilità dei ministri nell’esercizio delle loro funzioni, l’istituzione di un organo consultivo speciale, composto esclusivamente da giudici delle corti supreme, per il controllo costituzionale. Per quanto concerne poi le Autorità indipendenti (ESR, difensore civico, garanzia di riservatezza delle comunicazioni – ADAE ecc) viene , modificato il metodo della loro elezione.Il quarto pilastro, sono le modifiche nelle relazioni tra Stato e Chiesa. Viene ribadito il rigoroso principio di separazione tra stato e chiesa ma è previsto il mantenimento (per ragioni storiche e pratiche) dell’Ortodossia come religione dello Stato Greco. Viene previsto dalla Costituzione l’obbligo del giuramento politico.

-Il quinto pilastro riguarda la promozione dei diritti sociali. In questo contesto, si prevede il chiaro divieto di revocare il controllo pubblico delle risorse idriche ed elettriche. Si prevede il riconoscimento della contrattazione collettiva come unico mezzo chiaro ed efficace per determinare lo stipendio. La tutela costituzionale dell’obbligo di arbitrato. Queste sono le norme che più di altre sono espressione della durezza delle misure di austerità.Nei suoi anni di crisi, la Grecia ha conosciuto l’attacco ai diritti sociali, che è uno dei capi saldi sui cui si poggia la dottrina del neoliberismo. Ha conosciuto una progressiva svalutazione del lavoro, delle sue leggi e ha visto il suo Parlamento, legiferare per una progressiva deregolamentazione del mercato del lavoro, indebolendo non solo la protezione dei beni comuni ma svuotando la dignità dell’essere umano.

Nella lettera ai leader di partito che Alexis Tsipras ha inviato ieri, ha esortato affinchè tutti non si sottraggano da questo importante passaggio, dimostando un profondo senso di reponsabilità, non solo politica ma anche morale e ad evitare che la riforma della Carta Fondamentale possa cadere nuovamente nel nulla. Questa riforma, poi, assume un importanza fondamentale rispetto alla precedenti, perché pone le basi del nuovo stato greco, dopo la conclusione dei programmi e quindi la fine dell’austerità.