La polizia di stato tenta di fermare l’onda del referendum catalano

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Corpi di polizia dello stato spagnolo hanno fatto irruzione con violenza nelle prime ore della mattina per frenare l’ondata popolare del referendum catalano, che si presenta molto grande e diffusa. Ci sono situazioni molto diverse: in alcuni punti l’atmosfera è festiva, con lunghe code e in altri si sono verificate cariche.

Sono previste durante tutta la giornata strategie differenti sia da parte della polizia, che da parte della cittadinanza, organizzata in modo nonviolento.

Nelle reti sociali sta circolando la seguente informazione: a partire da mezzogiorno la polizia e la Guardia Civil raccoglieranno urne e voti. Saranno in borghese ed entreranno nei seggi senza identificarsi per poterli raggiungere senza problemi, per poi identificare i presenti e sequestrare le urne. Questa notizia è molto importante, giacché non è la stessa cosa lasciarli entrare e consentirgli di prendere possesso dei seggi. Ci saranno quindi due gruppi: uno fuori, per impedirgli di entrare e uno dentro, vicino alle urne, perché la polizia non possa controllarle.

La Generalitat ha annunciato un importante cambiamento nella logistica della consultazione, in base a cui i  5,3 milioni di catalani potranno votare in qualsiasi  seggio della loro zona, attraverso un censimento universale.

 

Fonte: Agenzia Pressenza, redazione di Barcellona