La sfida francese vista da Rossana Rossanda

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Le primarie dei due maggiori partiti francesi hanno visto affermarsi domenica scorsa per i repubblicani François Villon, già primo ministro di Sarkozy, e per i socialisti Benoît Hamon. L’ampiezza della vittoria di Hamon ha provocato immediatamente un fuoco di sbarramento da parte di tutta la stampa.

Da domenica sono state quasi concluse le primarie per le elezioni presidenziali dei due più grandi partiti francesi. Per i repubblicani ha vinto Francois Villon, già primo ministro di Sarkozy, per i socialisti Benoit Hamun esponente della sinistra radicale e già membro del governo. Dico “quasi” concluse perché Fillon si è fatto pescare ad aver assunto, a spese dello Stato, come sua assistente la propria moglie per un totale di 500 mila euro in dieci anni; non è un’enormità in sé ma lo diventa quando si pensa che la signora ha in cambio lavorato solo le poche ore necessarie a preparare due schede di lettura per la “Revue deux mondes”.

Sembra che abbia assunto anche due dei figli, sempre come assistenti a spese dello Stato, dichiarando che aveva bisogno della loro “competenza” – difficile da definire non avendo i due ragazzi raggiunto neppure un diploma. La pratica di assumere dei parenti non è vietata in Francia come da noi, ma lo scandalo è grande e la popolarità di Fillon è precipitata di oltre dieci punti e si è scoperto un carattere da piccolo Berlusconi: ha convocato domenica un grande comizio protestando perché la politica lo vuole abbattere.

Per quanto riguarda i socialisti, è risultato vincente un candidato della sinistra radicale Benoit Hamun, anch’egli già ministro uscito dal governo. Hamun si è scontrato con l’ex primo ministro di Hollande, Manuel Valls, in un duello molto corretto, durante il quale ha proposto anche un intelligente reddito universale di cittadinanza. Ha vinto 58 a 51 e ha subito offerto un’alleanza a Jean Luc Mélenchon (Fronte della sinistra) e a Yannick Jadot (Verdi). La vittoria di Hamun e la sua ampiezza hanno provocato immediatamente un fuoco di sbarramento di tutta la stampa: è un idealista, non candidabile alla presidenza della repubblica, con un programma “surrealista”. Sembra che oggi, giorno seguente alla elezione, una buona parte dei socialisti non intendano seguirlo, alla faccia della democrazia; per loro sarebbe già pronto un movimento personale diretto dall’ex ministro dell’economia Emmanuel Macron, il quale cavalca l’abituale tigre dei moderati, né a destra né a sinistra. Macron non ha alle spalle un’esperienza amministrativa, come è in Francia d’abitudine per chiunque concorra a un posto di deputato; è stato chiamato al governo da Hollande e ha alle spalle il gabinetto di avvocato di affari Rothschild.

Insomma, le candidature vincenti lo saranno effettivamente in pratica soltanto se moderate e accettabili. Le elezioni vere e proprie si terranno il 23 aprile 2017 (primo turno) e il 7 maggio (secondo turno).

Rossana Rossandra – Sbilanciamoci

Fonte Originale: http://sbilanciamoci.info/la-sfida-francese/

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