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La trascinante vittoria di Syriza ha strizzato l’occhio principalmente a Podemos, la nuova formazione spagnola che si candida a diventare primo partito nelle prossime elezioni politiche della penisola iberica, grazie all’alleanza mediatica siglata dal primo ministro greco Tsipras con il leader spagnolo Pablo Iglesias. Quest’ultimo oggi ha parlato a Madrid davanti a migliaia di militanti accorsi da tutta la Spagna per “La Marcha del Cambio”

Tra le 90.000 e le 130.000 persone manifestanti a La Puerta del Sol, la piazza dove si è riversata la lunga marcia organizzata da Podemos per celebrare il 2015: l’anno del cambiamento, come è stato ribattezzato all’interno del partito. L’anno in cui si svolgeranno le nuove elezioni politiche spagnole, e Podemos rischia di bissare il successo ottenuto da Syriza pochi giorni fa.

Duecentottanta autobus carichi di simpatizzanti di Podemos sono partiti da tutta la Spagna per raggiungere Madrid, e oltre 1.200 famiglie madrilegne hanno offerto la propria casa per ospitare i connazionali accorsi per La Marcha del Cambio. Una prova di forza non indifferente nei confronti del governo e degli avversari politici.

“Abbiamo organizzato un servizio d’ordine composto da volontari per assicurare che tutto vada per il meglio” dichiara Luis Alegre, segretario della partecipazione interna di Podemos. “Sono duecento elementi, scelti per via delle loro professioni: poliziotti, vigili del fuoco ed infermieri”. Un numero abbastanza esiguo, che tuttavia non ha avuto molto da lavorare visto che la marcia si è svolta senza problemi particolari.

Al grido di “Si se puede” sventolano bandiere di tutti i tipi: repubblicane, catalane, andaluse tra le altre. Molti striscioni che chiedono la libertà di Alfon. A mezzogiorno in punto inizia la marcia: i leader di Podemos sono in testa al corteo, e ci resteranno fino all’arrivo in piazza Puerta del Sol, dove, dal palco,  arringheranno la folla con le seguenti affermazioni:

Juan Carlos Monedero: “La democrazia non ce l’ha data il Re, ne Suarez o Fraga. La democrazia l’hanno portata tutte queste persone con i capelli bianchi: la Spagna dice grazie alle donne e agli uomini anziani”.

Irene Montenero: “Ringraziamo chi ha lavorato sulle piattaforme politiche e sociali, chi ha smascherato le ingiustizie subite dai malati di epatite C e dagli ospiti dei CIE. Abbiamo iniziato questo percorso tre anni e mezzo fa, ricordate il 15M? Abbiamo dicendo che non era una crisi, ma una truffa. Poi sono iniziate le manifestazioni. E da un anno gridiamo forte: in democrazia comanda il popolo”.

Íñigo Errejón: “Non ci vengano a fare discorsi di unità nazionale. Qui c’è stata gente privilegiata che ha interrotto il rapporto di fiducia con gli spagnoli, si è avvantaggiata in questo sistema. L’unità del popolo, del nostro paese, la recupereremo grazie alla democrazia”.

Pablo Iglesias: “Chi ha detto che non si possono cambiare le cose? In Grecia si sta facendo di più in sei giorni che da quando è iniziata la crisi. L’austerità ha diviso la Spagna in due categorie: quelli che hanno guadagnato, e quelli che stanno peggio. Però, ciò che i nuovi potenti chiamano esperimento e caos, i nuovi poveri chiamano democrazia”.

Insomma, dalla Grecia alla Spagna, sembra che la sinistra in europa stia costruendo una comunicazione politica trasversale che punti a riaffermare il concetto di democrazia quale unica ma legittima arma per riappropriarsi delle decisioni nazionali in materie economiche e sociali.

Per vedere la diretta streaming realizzata dai canali di Podemos:

Redazione

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