Mélenchon sfida la paura attentati e chiude campagna elettorale in piazza: “Resistiamo a strategia paura”

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Non ha voluto rinunciare al comizio di chiusura di una campagna elettorale che l’ha visto assoluto protagonista, nonostante l’allarme attentati che ha consigliato per una chiusura anticipata dei comizi in piazza tutti i suoi principali sfidanti nella corsa verso l’Eliseo.

Jean-Luc Mélenchon, il candidato della sinistra alternativa francese, si è rivolto ieri ai tanti militanti riuniti nel parco di Belleville, nella zona est di Parigi, al fianco del leader spagnolo di Podemos, Pablo Iglesias e della ex candidata alle presidenziali portoghesi Marisa Matias, del Bloco de Esquerda: “Serve sangue freddo, non cedere al panico”. Poi lancia immediatamente una freccia avvelenata ai candidati di destra Fillon e Le Pen: “Le invettive sulla sicurezza e Schengen lanciate da Le Pen e Fillon sono volgari e indegne, con questo voto possiamo sbarazzarci di loro”.

Ai giornalisti che chiedevano perché non avesse deciso anche lui di annullare il comizio finale dopo l’attentato sugli Champs-Elysèees, i militanti presenti a Belleville rispondono seccamente: “Perché avrebbe dovuto farlo? Usano la strategia della paura per farci emozionare e spingere gli elettori a votare a destra. Ma si dimenticano che noi non abbiamo paura”.

Com’è ovvio, comunque, le misure di sicurezza sono ingenti: le strade intorno al parco sono state chiuse, e il dispiegamento di agenti di polizia, sensibilmente incrementato rispetto a quello previsto prima dell’attentato, è significativo e reso “palpabile” dalle perquisizioni corporali cui vengono sottoposti tutti i partecipanti per poter accedere all’area del comizio.

Mélenchon è tra tutti i competitors quello che più ha visto incrementare il proprio consenso durante questa campagna elettorale. Un candidato che veniva dipinto come la solita partecipazione di testimonianza della sinistra radicale, è oggi, secondo i sondaggi, a un passo dalle prime due posizioni che gli varrebbero il ballottaggio, mentre il candidato socialista Benoit Hamon è ridimensionato a semplice spettatore, con i sondaggi che lo quotano intorno al 7-8%.

Quanto e in che modo inciderà l’attentato del 20 aprile sul voto è difficile prevederlo: alcuni istituti di sondaggi riporterebbero un leggero incremento (nell’ordine dell’1-2%) per i due candidati di destra, Fillon e Le Pen, aprendo quindi la strada al rischio concreto di un ballottaggio tutto interno alla destra francese, anche se ad oggi in testa a tutti sembrerebbe confermarsi il candidato moderato Macron.

Ma la realtà è che i fattori che potrebbero influenzare in maniera determinante le scelte di voto degli elettori indecisi (sono quasi il 30% ad oggi) sono difficilmente determinabili.

Una speranza per il candidato della rinata sinistra radicale francese quindi c’è, com’è evidente il portato comunque storico di una campagna che ha visto un rinnovamento radicale nel linguaggio, nella narrazione e più in generale nel modo di fare campagna elettorale a sinistra.

Adriano Manna

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