Pablo Iglesias annuncia le proprie dimissioni da europarlamentare in vista delle elezioni spagnole

Lo scorso 27 ottobre Pablo Iglesias, leader della formazione spagnola Podemos, ha formalizzato le sue dimissioni da europarlamentare per potersi dedicare pienamente alle elezioni politiche che si terranno in Spagna il 20 dicembre, dove la formazione nata dal Movimiento 15-M, stando agli ultimi sondaggi, sembra non godere di ottima salute.

L’ex professore di Scienze Politiche di Madrid, nella lettera di dimissioni argomenta così la propria scelta: ” i miei doveri di candidato alla presidenza del mio Paese non mi consentono di mantenere  il livello di lavoro e di coinvolgimento nelle attività del Parlamento”. In effetti Iglesias sarà adesso chiamato nel suo paese ad invertire un trend nelle intenzioni di voto che sembrerebbe affermare il sorpasso di Ciudadanos (17%) sulla stessa Podemos (data oggi al 13,8%); mentre popolari e socialisti, i due classici poli del sistema politico spagnolo, superano insieme il 50% in quasi tutti i sondaggi pubblicati in queste settimane.

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Tuttavia, nel suo ultimo intervento da europarlamentare, Iglesias ha lanciato un duro atto d’accusa: “aspiravamo ad un’Europa diversa, meno dura con i deboli e meno compiacente con i potenti. Oggi parliamo ancora una volta di guerra e desolazione alle porte dell’Europa, di famiglie a cui si risponde con colpi di frusta, se non peggio.

Noi non dobbiamo dimenticare quello che significa la guerra, l’orrore, la povertà, il dover fuggire dall’orrore e dalla povertà, non possiamo umiliare queste persone, perché umiliare queste persone è umiliare l’Europa. Torno al mio Paese, perché non ci siano più persone come voi al governo in Spagna”.

Nella parte finale dell’intervento, Iglesias ha inoltre accusato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Junker, di aver favorito accordi fiscali fraudolenti con le multinazionali quando era Ministro delle finanze del Lussemburgo, riferendosi al caso Luxleaks: “”È umiliante per l’Europa incoraggiare la frode fiscale, come ha fatto lei, signor Juncker, quando era ministro”.

@adrianomanna

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