Polemica per la casa acquistata a Cadice, Iglesias chiede conferma dalla base

Di rimbalzo dalla Spagna, è arrivata la polemica generata dall’acquisto da parte di Pablo Iglesias, leader di Podemos e di Irene Montero, capogruppo di Podemos al Congresso dei deputati (i due convivono e sono in attesa di due gemelli) di una casa con mutuo trentennale per un valore di circa 600.000 euro.

La polemica generata dai media ha consigliato il movimento per indire una consultazione online in cui i propri iscritti dovranno confermare o meno Iglesias alla guida della formazione della sinistra radicale spagnola

Vi proponiamo la traduzione di un articolo del quotidiano spagnolo Publico sulla vicenda.

 

Pablo Iglesias: “Una bassa partecipazione sarebbe un fallimento e ci costringerebbe a dimetterci”.

Il leader di Podemos riconosce che la partecipazione sarà decisiva nel valutare i risultati della consultazione, sebbene non siano stati fissate cifre o parametri per render valide le votazioni online.

La partecipazione della militanza alla consultazione sul futuro di Iglesias e Montero nel partito è stabilita come un fattore chiave per prendere la “decisione finale”, come abbiamo spiegato mercoledì in pubblico.

Ora, l’importanza di questo fattore è stata sottolineata da Iglesias in un’intervista al “Cadena Ser”, riconoscendo cosa significherebbe se la base militante di Podemos non andasse a votare nella consultazione. Il partito non ha stabilito parametri o soglie minime con cui valutare la partecipazione alta o bassa, sebbene Iglesias abbia affermato che “più di 120.000 voti” sarebbero “spettacolari”. Una cifra che sembra complicata da raggiungere perché sarebbe molto vicina al record di partecipazione della base del partito, che è stato raggiunto in Vistalegre II, in cui votarono 155.275 elettori registrati, il 35% del censimento.

Dopo questo appuntamento, la partecipazione è notevolmente diminuita. Nella consultazione sulla mozione di censura al presidente del governo ha votato il 18% della base, il 31% del censimento attivo.

 

Iglesias: “Quando ti colpiscono duramente, fa male”

Durante l’intervista alla radio, il segretario generale della formazione Podemos ha insistito sul fatto che non crede che abbia sbagliato ad acquistare un’abitazione con Montero per 600.000 euro, le discussioni generate da questa polemica hanno occupato l’agenda dell’informazioni politica per più di una settimana. Né cede alla critica che la militanza sia ora chiamata ad esprimersi su una “decisione personale”.  Il senso della consultazione della base è se la loro “decisione personale” li rende “degni” di continuare ad occupare queste posizioni apicali all’interno del movimento.

Nonostante le pressioni, il leader della formazione viola assicura che non hanno preso in considerazione la possibilità di dimettersi. Proprio come ha riconosciuto mercoledì al Congresso, sentendosi colpito da tutte le polemiche, oggi ha ammesso di sentirsi ferito dalle critiche: “Quando ti colpiscono duramente, fa male”, ammette.
Posso supporre che quando porto fuori i cani ci sono i paparazzi. Ma quando diventerò padre, vorrei che il livello di esposizione dei miei figli fosse più basso di quello a cui sono sottoposto io. Se questa decisione mi squalifica, renderò il mio mandato disponibile”, ha detto Iglesias.

 

La polemica aperta con “Kichi”

Il leader del Podemos, ha fatto riferimento anche alla lettera del Sindaco di Cadice, José María González, “Kichi”, sottoscritta con il co-fondatore di Podemos Juan Carlos Monedero, che insiste sul fatto che le persone povere difficilmente lo perdoneranno per aver fatto un errore “grossolano”.

“Ho molto chiaro che i nostri avversari non sono all’interno ma fuori”, ha detto Iglesias, che ha ricordato che quando Kichi è stata contestata da “condecorar a la virgen” che chiedeva chiarimenti sulla vendita di fregate all’Arabia Saudita, lo ha sempre difeso “anche se non capiva” perché “pensava di fare del suo meglio per il suo popolo”.

“No ho intenzione di chiedergli di difendermi, Kichi ha tutto il diritto nel mondo di scrivere lettere e tutto il diritto nel mondo di votare per ottenere le mie dimissioni, ma io continuerò a sostenerlo come sindaco perché è il miglior che Cadice possa avere “, ha detto.