Portogallo, vince il centro-destra. In forte crescita la sinistra radicale

Va in controtendenza il Portogallo, rispetto agli altri paesi dell’Europa del sud, attanagliati dal 2011 dalla crisi dei debiti sovrani.

Nonostante 4 anni di manovre lacrime e sangue, tagli a stipendi e pensioni, privatizzazioni dei servizi pubblici e aumento delle tasse per le fasce più deboli, il governo di centrodestra guidato dal premier Passos Coelho ha contenuto i danni, e la sua coalizione, Portugal à Frente, ottiene un 36,8% di voti e la maggioranza relativa dei seggi del parlamento (poco meno di 100), non riuscendo però a raggiungere la maggioranza assoluta di 116 seggi necessaria a governare il paese.

Fonti ufficiali vicine al governo hanno parlato della possibilità che si formi un governo di minoranza, e che Passos ottenga un mandato “esplorativo” dal Presidente della Repubblica Cavaco Silva per verificare che ci siano le possibilità della nascita del nuovo governo. Il grande sconfitto è il Partito socialista – Ps – di Antonio Costa che ottiene il 32,4% e 80 seggi. Hanno pesato in maniera negativa sulla tenuta del centro-sinistra le vicende dell’ex Primo Ministro Socrates, accusato di corruzione e riciclaggio e uscito da poche settimane dopo aver scontato 9 mesi di arresti domiciliari. Bene anche i due partiti della sinistra radicale.

A sorpresa il partito trotzkista di Catarina Martins, il Bloco de Esquerda, sostenuto da Podemos e Syriza, ha superato la coalizione di verdi e comunisti della Cduall’8,2% – ottenendo il 10,2% dei voti e ben 17 seggi. Ma nonostante la buona performance permangono molte divisioni interne alla sinistra portoghese, ed una inconciliabilità di fondo tra i socialisti, favorevoli alle politiche di austerity, e la sinistra radicale, vicina alle battaglie di Syriza e Podemos.

Grafica realizzata da www.parties-and-elections.eu

Grafica realizzata da www.parties-and-elections.eu

Abbiamo così un parlamento profondamente diviso, una sinistra spaccata e un paese a rischio di ingovernabilità. E non è escluso un ritorno alle urne a breve, nel qual caso non si riesca in qualche modo a includere nell’area di maggioranza il Ps.

Per la prima volta comunque vengono premiati un partito e un governo che hanno appoggiato in tutto e per tutto le politiche della Troika. Il Portogallo è uscito dalla fase più dura della recessione, disoccupazione e deficit sono in calo e da circa un anno non è più commissariato dalla Troika. Il primo della classe dei paesi dell’Europa del sud per la cancelliera tedesca Angela Merkel. Ma le misure adottate sono state durissime, con l’emigrazione di oltre 200000 cittadini – perlopiù giovani – e un debito pubblico in continuo aumento. Così dure che, se guardiamo con attenzione, il vero vincitore risulta essere la sfiducia nei confronti della politica, che si è tradotta in un forte astensionismo: oltre il 43% dei portoghesi ha preferito disertare le urne.

@pellini_giacomo

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