Spagna, in carcere il rapper catalano Valtónyc per la sua canzone contro la famiglia reale

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L’accusa sostiene tre anni e otto mesi di carcere il rapper maiorchino Valtònyc
Il Procuratore dell’Audencia Nacional Pedro Martinez Torrijos, lo ha accusato di aver insultato la Corona e di esaltare il terrorismo in alcuni dei suoi versi, a seguito di una denuncia da parte del presidente dell’organizzazione spagnola “Circolo Balear”.
Valtònyc è stato denunciato per il pezzo “Circ Balear”, che propone i “l’occupazione armata” di Palazzo Marivent ed augura la morte al presidente dell’organizzazione anticatalanista Cìrculo Balear, Jorge Campos.

Il procuratore dell’Audiencia Nacional Arenas ha chiesto una pena di un anno e otto mesi di carcere con l’accusa di aver insultato la corona, e due anni per esaltazione del terrorismo, oltre a 4.000 euro di cauzione .

I fatti per i quali sarà giudicato risalgono all’estate del 2012, quando Campos lo ha denunciato per “incitamento alla violenza e minacce di morte” nei suoi testi. Valtònyc è stato arrestato il 22 agosto 2012 nella sua casa di Sa Pobla nel Raiguer (Maiorca), dopo aver espresso il diritto a non testimoniare alla stazione di polizia di Palma S’Escorxador. A quel tempo, il musicista ha avuto il sostegno e la solidarietà di diverse organizzazioni, come Endavant-Osan, che ha denunciato la “repressione della polizia giudiziaria” e ha giustificato i suoi testi basandosi sul diritto fondamentale alla libertà di espressione .

Parlando a Radio “Ona Mediterrània” Valtònyc ha valutato la richiesta del Procuratore “molto esagerata”, aggiungendo: “Non ho avuto la possibilità di dire nulla: mi hanno dato una carta, mi hanno detto ‘firma qui,’ e mi hanno dato tre anni e otto mesi di carcere ed una cauzione di 4.000 euro”. A partire dal giorno della sentenza, il rapper ha dieci giorni lavorativi di tempo per presentare la difesa scritta e pagare la cauzione provvisoria.

Valtònyc ha detto che “questa è solo una scusa per scagliarsi contro persone con una diversa ideologia e spaventarci”, insistendo sul fatto che egli considerava di non aver commesso alcun crimine. “Ho il diritto alla libertà di espressione, come dice la Costituzione, e io voglio combattere e non fermarmi”, ha detto ai microfoni di “Ona Mediterrània”.
Nel 2012 il sindaco di Sineu, Pere Joan Jaume, e il presidente dell’organizzazione giovanile del PP (Partido Popular) della città, Laura Montenegro, avevano già presentato una denuncia contro il cantante per un reato di minacce per i loro testi, che in quell’occasione non avevano avuto seguito.

Nel frattempo, le reazioni del denunciante, non si sono fatte attendere. Il presidente del Cìrculo Balear, Jorge Campos, si ritiene “soddisfatto” per l’esito del processo ed è convinto che si tratti di “giustizia”. In particolare, il rapper, ha detto Campos a Maiorca, ha espresso “minacce a carattere di morte violenta, esalta il terrorismo e incita alla violenza”, rilevando che la libertà di espressione “ha i suoi limiti.” Il Cìrculo Balear, che viene definita come una associazione civica-culturale, è stata fondata nel 1999 a Palma e propone un discorso visceralmente contrario al riconoscimento della lingua catalana, e tutte le iniziative volte a promuovere sul territorio la lingua madre. Anche se si descrive come liberale, costituzionalista e senza appartenenza ad alcun partito politico, i suoi post spesso assimilabili a quelli dell’estrema destra.

Assolto nel 2012 da due accuse di minaccia

Diverse organizzazioni hanno espresso la loro sorpresa e indignazione. Questo è il caso del gruppo sinistra Esquerra Unida Illes Balears, attraverso un comunicato, in cui definisce questa storia una “barbarie da tempi dell’Inquisizione”. Dal momento che il gruppo ricorda che la “persecuzione giudiziaria” contro Valtònyc -come è successo con il caso dei burattinai di Madrid Titeres [ la compagnia Titeres des abajo incriminata per aver messo in piedi uno spettacolo in cui si inneggiava all’ETA, N.d. T.]  o verso il cantautore Javier Krahe- è quello di “comprimere i diritti per prevenire, con un attacco in piena regola sulla libertà di espressione e di critica. ”

In effetti, le parole taglienti del rapper colpiscono tutti: la convergenza PP PSIB, la sinistra e anche i separatisti. “Sono metafore”, dice Arenas. “Quando canto Bauzá ‘voglio tagliare la lingua /va a raggiungere la parte posteriore del collo, che figlio di puttana’ non significa che voglio uccidere, e non può essere motivo per attaccare la nostra cultura.”

Questo non è il primo caso in cui Josep Miquel Arenas è imputato. Nel 2012, come ricordavamo, il sindaco di Sineu (Maiorca), Pere Joan Jaume, e il presidente della giovanile del PP nel Municipio, Laura Montenegro, hanno presentato una denuncia contro il cantante per un reato di minacce. Il cantante è stato assolto dopo l’ordine del tribunale ed è stato spiegato che il testo “non rappresenta un reato” dal momento che non c’erano “minacce dirette” contro i denuncianti e le espressioni pronunciate dal cantante “rientrano nel diritto alla libertà di espressione”.

Il tutto avviene in un clima di scontro tra associazioni catalane. Nel 2014 si era infatti concluso il processo per cui sono stati comminati due anni di carcere ad un altro rapper imputato di aggressione durante una manifestazione identitaria, Pablo Rivadulla Durò, in arte Pablo Hasel, precedentemente agli arresti domiciliari per la sua canzone “Democracia su puta madre”.

Per un’ulteriore informazione rimandiamo a:
http://www.eldiario.es/politica/Audiencia-Nacional-Valtonyc-Juan-Carlos_0_615239479.html
http://www.diariodemallorca.es/mallorca/2017/02/08/valtonyc-audiencia-nacional-considero-poeta/1187957.html
http://www.lavanguardia.com/local/lleida/20140514/54407927470/detenido-pablo-hasel-por-atacar-en-sant-jordi-la-parada-de-lleida-identitaria.html
Fonte originale: http://vtv.gob.ve/espana-carcel-para-musico-catalan-valtonyc-por-su-cancion-contra-el-rey-emerito-juan-carlos-y-la-familia-real/

Traduzione in italiano a cura di Enrico Strano per Sinistra in Europa

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