“Unions, per giuste cause”. Sabato a Roma la Fiom torna in piazza

“Unions. Per Giuste Cause.” Così è titolata la manifestazione indetta dalla Fiom che si terrà a Roma sabato 21 novembre alle 10, con partenza da Piazza Repubblica. Immediata l’adesione della Coalizione Sociale, che allarga il fronte di opposizione alla manovra economica.

Una giornata di lotta contro la legge di stabilità presentata dal governo, che secondo i metalmeccanici “è in linea con i provvedimenti che hanno peggiorato le condizioni dei lavoratori, dal Jobs Act alla Buona Scuola allo Sblocca Italia.”, perseverando sulla strada dell’ingiustizia sociale. Scenderanno in piazza anche associazioni, movimenti sociali e altri partiti, tra i quali Rifondazione Comunista.

L’obiettivo della giornata è quello di edificare e strutturare un blocco sociale che si batta “per contrastare le politiche di austerità europee, per affermare i principi della Costituzione” e condivida la necessità “di riunificare tutto il mondo del lavoro e affermare un nuovo modello ambientale, sociale ed economico, solidale e democratico.”

Maurizio Landini ha ribadito che si tratterà di una “mobilitazione innovativa” come è “inedita la fase che stiamo vivendo, in cui l’azione sindacale classica non può trovare spazio”. Tra le altre cose si chiede il rispetto della contrattazione collettiva e del contratto nazionale, l’introduzione del reddito di dignità per “garantire protezione a chi non ha reddito”, l’estensione della Cassa Integrazione, la riduzione dell’età pensionabile, la cancellazione della Bossi-Fini e l’estensione dei diritti per i migranti e la cancellazione del pareggio di bilancio dalla costituzione.

Dopo i tragici fatti di Parigi la Fiom ha deciso di allargare la piattaforma e portare in piazza anche la bandiera della pace in solidarietà al popolo francese, per lanciare un appello “contro il terrorismo e la guerra, il razzismo e i predicatori d’odio”, invitando i lavoratori e le lavoratrici a “praticare la pace, la democrazia, la libertà, i diritti civili e a battersi per la convivenza dei popoli di tutto il mondo”.

@PelliniGiacomo

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