Killing Silvio: la candidatura di Giorgia Meloni rottama il centro-destra

Giorgia Meloni, politica cattolica, nubile e incinta, leader di un partito che ha una concezione della donna ferma al 1932, e nonostante ciò candidata a sindaco a Roma, è l’emblema del fatto che i politici della destra italiana sono gli ultimi veri punk.”

Valeva la pena iniziare con questa citazione geniale della pagina Facebook satirica Hipster Democratici, per aiutarci a capire cosa sta succedendo: Giorgia Meloni si candida a sindaco di Roma. Dopo giorni di grande confusione nel “vecchio centro-destra”, a strettissima distanza dal goffo tentativo di incoronare Bertolaso da parte di un Berlusconi mummificato, la nuova destra romana dimostra di non volersi far sfuggire la forza mediatica dell’immagine di una “mamma sindaco”.

A livello di sistema, la notizia della candidatura rivela la fine del centro-destra come schieramento politico e il regista della manovra è evidentemente il noto imprenditore della paura”, Matteo Salvini.

Il leader della nuova destra italiana è convinto che l’alleanza con Berlusconi sia ormai del tutto inutile, e dovendo stare all’opposizione ha senso farlo con una forte rivendicazione identitaria. Viceversa lo spazio per Forza Italia si va sempre più restringendo di pari passo con l’eclissi del suo leader e con il cambiamento del quadro politico attorno. La separazione del Nuovo Centro Destra di Alfano in tal senso raccoglie le ultime fette di società conservatrice “moderata” legata all’establishment, e si dimostra utile per coprire a destra il listone renziano.

salvini asilo

La crisi del centro destra è crisi del bipolarismo, entrato in un declino irreversibile dopo la caduta del governo Berlusconi nel novembre 2011 e definitivamente superato con l’affermazione nazionale del Movimento Cinque Stelle nel 2013. Di fronte a quella debacle il Pd si è ristrutturato a specchio con il M5S come partito della nazione, tenuto insieme dalla leadership renziana, incorporando di fatto tutta la grande coalizione che aveva sostenuto il governo tecnico guidato da Monti.

Salvini ha resuscitato una Lega ormai morta come nuova destra radicale, sull’esempio esplicito del Front National francese guidato da Marine Le Pen, e su quella base sta ottenendo una grande risposta in termini di consenso. E a dimostrare la possibilità di un nuovo ponte antirenzi ha recentemente dichiarato che in caso di ballottaggio tra Cinque stelle e Partito Democratico, voterebbe la candidata grillina, Virginia Raggi.

A fronte di queste recenti svolte di sistema, gli interventi di questi giorni di D’Alema e Bersani per una ricostruzione dell’Ulivo appaiono totalmente fuori tempo. Lo spazio del centro-sinistra si è chiuso contestualmente a quello del centro destra, segnando la fine di uno schema bipolare che sembrava indiscutibile. Il punto vero è perché non sia nata una nuova sinistra capace di offrire a questa società, spaesata e frammentata, un’alternativa progressiva alle chiusure identitarie della destra e al congelamento antidemocratico dei partiti della nazione.

Nicola Cucchi

Leave a Reply