Il Movimento democratico-progressista presenta il simbolo: “Articolo uno”

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Alle 17.00 al Tempio di Adriano, a pochi passi da Montecitorio, ci sono tutti: Massimo D’Alema, Roberto Speranza, Pier Luigi Bersani, Guglielmo Epifani, Arturo Scotto, Enrico Rossi e i due capigruppo, Francesco Laforgia e Cecilia Guerra. La presentazione del logo di “Art. 1 Movimento Democratico e Progressista”, si intreccia inevitabilmente con la scomparsa di Alfredo Reichlin.

Il compito di ricordare lo storico dirigente del PCI è affidato a Massimo D’Alema che ne ripercorre i  momenti più importante della vita politica, fino al suo ultimo scritto, di pochi giorni fa, dal titolo “Non lasciamo la sinistra sotto le macerie”.

Dopo il ricordo di D’Alema, intervengono Mario Dogliani e Anna Falcone, rispettivamente Professore di diritto costituzionale dell’Università di Torino e Vicepresidente del Comitato del No del referendum costituzionale del 4 dicembre. Entrambi, tra diritto e politica, ripercorrono le ragioni fondative dell’art. 1 della Costituzione italiana e la sua potente attualità.

La scelta della data, 22 marzo, non è casuale. Proprio il 22 marzo del 1947,  infatti, Togliatti e Fanfani argomentavano in merito alle diverse  formulazioni possibili dell’art. 1 che, alla fine di quella seduta, fu approvato nella formulazione che conosciamo.

Infine, Roberto Speranza che, dopo un breve intervento politico, chiama tutti i dirigenti sul palco per la presentazione del simbolo. I dirigenti si abbracciano, sorridono. La ressa di fotografi immortala il momento. Inizia l’avventura della nuova formazione politica. Difficile, ad oggi, fare previsioni sul suo futuro.

Filippo Errante

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