In 20.000 in piazza a Roma contro le disuguaglianze

Un corteo di 20.000 persone si è snodato lungo le vie di Roma in un afoso sabato di giugno per lanciare la stagione dell’opposizione sociale al nuovo governo Lega-M5S.

L’occasione era quella della manifestazione nazionale lanciata dalla Federazione del sociale dell’USB, il sindacato di base di cui faceva parte Sacko Soumaila, il lavoratore di origine maliana ucciso con un colpo di fucile alla testa mentre aiutava altri immigrati a recuperare delle lamiere da una fabbrica abbandonata per costruire una baracca nella tendopoli di San Ferdinando, in Calabria.

Insieme al sindacato di base, si sono fatti promotori della manifestazione disoccupati, occupanti di case, migranti, precari della logistica, al grido di “Prima gli sfruttati”, una chiara risposta alla propaganda leghista che vuole aizzare la guerra tra poveri in un paese dilaniato da anni di ricette neoliberiste.

Sul piano politico, ben visibile l’adesione di Potere al Popolo (molte le bandiere della neo-nata formazione della sinistra di alternativa lungo il corteo) che ha contribuito alla riuscita della manifestazione organizzando numerosi pullman da diverse città italiane.

Il concentramento, previsto per le ore 14:00 a Piazza della Repubblica, ha visto partire il corteo solo due ore dopo a causa delle numerose perquisizioni ai pullman provenienti da tutta Italia ordinate dal Ministro Salvini, che hanno ritardato di molto l’afflusso dei manifestanti.

Il corteo si è concluso poi a piazza San Giovanni con un applauso ai migranti della Aquarius, seguito dagli interventi di Guido Lutrario a nome della Federazione del Sociale USB, di una rappresentante di Asia Usb, di un precario di Chieti, di un rappresentante delle Brigate di Solidarietà Attiva, di un disoccupato della CGT francese e di Aboubakar Soumahoro in rappresentanza dei braccianti USB presenti con folte delegazioni provenienti dalla Calabria e dalla Puglia.