La Conferenza Programmatica di Articolo Uno tra luci ed ombre

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A distanza di due mesi e mezzo dalla scissione dal  Partito Democratico, Articolo Uno – Movimento Democratico e Progressista si riunisce a Milano e lancia la Conferenza Programmatica. 

di Filippo Errante

Tutti i leader del neonato movimento sono presenti all’appuntamento: D’Alema, Bersani, Epifani, Rossi, Speranza. Il format dell’evento è classico, gruppi di lavoro tematici “Ambiente”, “Lavoro e Giustizia fiscale”, “Legalità e questione morale”, “Sanità e Welfare” e “Scuola, Università e Beni Culturali” dove ci si confronta e si elabora una prima bozza di programma.

Una tre giorni importante che segna un ulteriore passo avanti verso la Costituente della Sinistra che avrà luogo in autunno per solidificare in un unico progetto tutti i rivoli e i micro partiti che costituiscono la galassia a sinistra del Partito Democratico.

Una kermesse che si è sviluppata tra luci e, però, anche molte ombre. Un segnale importante e non scontato è arrivato dalla partecipazione alla manifestazione “Insieme senza muri” per l’accoglienza dei migranti, che ha visto la partecipazione di circa 100 mila persone.

La partecipazione di Pisapia alla tre giorni di Articolo Uno, inoltre, è un altro segnale che va nella direzione di un concreto avvicinamento di “Campo Progressista”, formazione ancora in bilico tra la Sinistra e il richiamo del Partito Democratico.

Avvicinamenti, auspici, analisi che, tuttavia, lasciano sullo sfondo le due questioni di fondo che si prospettano per la costruzione del nuovo soggetto politico. Da una parte, il profilo culturale e identitario e l’orizzonte ideale della nuova sinistra e dall’altra, anche e soprattutto alla luce della nuova legge elettorale, il rapporto con il Partito Democratico.

Entrambe le questione tardano ad essere sviluppate: sia il superamento della socialdemocrazia così come si è sviluppata negli anni novanta, che sta implodendo in tutto il Continente europeo, sia l’inevitabile rapporto che sarà necessario costruire con il Partito Democratico, se si vuole dare vita ad una coalizione “larga e plurale”.

Nell’intervento conclusivo Roberto Speranza, sempre più leader politico della nuova formazione, ha tracciato un incerto sentiero su questi due aspetti. Sul profilo del nuovo soggetto ha evidenziato come sia necessario, non solo riappropriarsi del lessico della sinistra puntando su lavoro, riduzione delle disuguaglianze e questione morale ma anche, ed ecco l’elemento di novità, “immaginare una nuova radicalità” e fare dell’ambientalismo un punto strategico della nuovo raggruppamento.

Sulla legge elettorale le proposte rimangono vaghe. L’unica certezza è che dal prossimo week end verrà lanciata una raccolta firme contro il parlamento di nominati volta, quindi, a scardinare il sistema dei capilista bloccati tutt’ora vigente.

Luci e ombre, quindi, di un progetto che ancora fatica ad avere una sua centralità nel dibattito politico e una conformazione delineata e chiara. Ancora non è emerso con forza il nuovo pensiero per una sinistra di governo in grado di rappresentare vasti strati popolari e che, quindi, non sia ridotta ad una forza minoritaria e residuale.

Il quarto polo, da tanti auspicato e atteso, fatica ancora ad emergere.

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