Una marea umana si riversa al porto di Catania per liberare la Diciotti

Il molo di levante del porto di Catania si è rivelato troppo piccolo per contenere la marea umana che si è riversata oggi pomeriggio contro la scelta del governo italiano di impedire lo sbarco dei migranti e dell’equipaggio ancora a bordo della nave italiana “Diciotti”.

Partiti della sinistra, sindacati, comitati antirazzisti, ANPI, Centri sociali e singoli cittadini provenienti da ogni angolo della Sicilia, ma delegazioni sono giunte perfino dalla Calabria, hanno riempito ben oltre le aspettative il presidio antirazzista convocato per il 24 e 25 agosto dal variegato mondo della sinistra e dell’antirazzismo siculo.

Congiuntamente ad una rianimata opposizione di piazza, le organizzazioni antirazziste si muovono anche sul piano giuridico, alla luce della surreale situazione scaturita dall’azione del governo: le associazioni Borderline Sicilia Onlus e Rete Antirazzista Catanese hanno depositato infatti un esposto alla Procura della Repubblica al tribunale di Catania.

Fra i reati ipotizzati, oltre al sequestro di persona e l’abuso in atti d’ufficio, c’è quello di tortura. I presidenti delle due associazioni, infatti, denunciano che la permanenza prolungata a bordo di un’imbarcazione inadeguata a ospitare un elevato numero di persone – per di più in condizioni psicofisiche pessime, in grave stato di denutrizione, affette da scabbia e alcune di loro con vistosi segni di torture subite nel corso della prigionia in Libia –  sia qualificabile come atto di crudeltà, assolutamente ingiustificato, che ha avuto come effetto diretto quello di prolungare e aggravare la sofferenza dei naufraghi: “le norme di diritto internazionale obbligano i soccorritori a sbarcare i migranti in un luogo sicuro nel più breve tempo possibile. Nel caso della nave Diciotti questo termine è stato prolungato illegittimamente, al solo scopo di favorire una trattativa ricattatoria nei confronti degli altri Paesi europei tenendo le persone in ostaggio, sottratte all’esercizio dei diritti fondamentali e all’accesso alle cure mediche di cui hanno bisogno”.

 

Alcune foto del presidio di oggi pomeriggio