Unioni civili in Italia, la legge entro la primavera

Il prossimo 26 gennaio il DDL Cirinnà approderà nuovamente al Senato. Il Governo, secondo quanto hanno riferito prima Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani poi, sembra intenzionato a portare a termine l’iter parlamentare e a far approvare il disegno di legge sulle unioni civili entro primavera.

Ma le dichiarazioni degli esponenti della Segreteria PD alzano la tensione e danno adito a nuove divisioni politiche. Innanzitutto all’interno della maggioranza di governo, tra PD e il fedele alleato NCD. Angelino Alfano, leader del partito e Ministro degli Interni, ha parlato di “rischio slavina” ricordando che la posizione di NCD è per il rafforzamento dei diritti per le coppie dello stesso sesso ma contraria all’equiparazione delle unioni civili al matrimonio e all’adozione. Ed è proprio sulla stepchild adoption – l’adozione da parte della coppia del figlio naturale di uno dei due partners – che si tiene lo scontro politico all’interno della maggioranza. Alfano, dopo aver ribadito la contrarietà di NCD alle adozioni, ha minacciato una raccolta firme e un referendum abrogativo se la legge passasse.

E non solo all’interno della maggioranza volano gli stracci: anche in casa PD si alzano i toni tra laici e cattolici: questi ultimi – 3 senatrici Pd –  hanno presentato un emendamento per sostituire alla stepchild adoption la pratica dell’affido rafforzato. Sperando nei franchi tiratori che potrebbero avvalersi del voto segreto. E si stima che se l’articolo 5 del DDL rimanesse intatto sarebbero all’incirca 27 su 112 i senatori PD che voterebbero contro la legge. In questi giorni ci sarà comunque un confronto tra Renzi e i capigruppo PD di Camera e Senato per tentare di trovare una linea comune prima della riunione di direzione del partito prevista per il 18 gennaio. Il premier è comunque intenzionato a dare libertà di coscienza su alcuni punti, primo fra i quali proprio quello relativo alle adozioni. E ad affidarsi alla coscienza dei parlamentari Democratici e al voto del M5S e di SEL.

Intanto il Comitato “Difendiamo i nostri figli” di Massimo Gandolfini ha fatto sapere che organizzerà una grande manifestazione a Roma entro fine gennaio contro il DDL Cirinnà e a difesa della “famiglia tradizionale”. E puntuale arriva il plauso e il sostegno nemmeno troppo velato del segretario della CEI Bagnasco, nemmeno troppo celato: “Nessun’altra istituzione deve oscurare la realtà della famiglia” ha ammonito da Genova il cardinale.

Un Family Day come quello del 2007, che, a differenza di quello tenutosi il giugno scorso, avrebbe il plauso dei vescovi italiani. La manifestazione dei cattolici del maggio 2007 riuscì di fatto a bloccare il percorso della legge sui DICO promossa dal Governo Prodi e dalla maggioranza di centro-sinistra di allora. E ora come allora abbiamo un premier cattolico che guida una maggioranza di centro-sinistra e che entra in conflitto con gli ambienti ecclesiastici e con il Vaticano per un tema come quello della famiglia.

A giugno la Corte Europea dei diritti dell’Uomo condannò l’Italia per la mancanza di una legge che riconoscesse i diritti per le coppie dello stesso sesso. In Europa i paesi che attualmente hanno un riconoscimento del legame affettivo diverso dal matrimonio sono 24. Gli unici paesi ad avere un vuoto legislativo sono Italia, Polonia, Repubblica Slovacca e Romania.

Giacomo Pellini

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