“Si se puede!!!” Il discorso politico di Podemos

Podemos è uscito dalle elezioni appena tenute in Spagna con un risultato comunque sorprendente, considerando che si tratta di una forza politica esistente da meno di due anni, pertanto è importante capire da dove viene questo risultato.

“Dopo il 15-M nulla sarebbe più stato come prima!”

Nonostante la flessione nei sondaggi degli ultimi mesi, la pressione per l’indipendenza catalana e la crescita di consensi per Ciudadanos dimostrano la crisi strutturale del sistema partitico bipolare spagnolo. Il mutamento del paesaggio politico spagnolo può essere retrodatato all’affermazione del 15-M.

Il movimento degli indignados trasforma la politica democratica spagnola: un quinto della popolazione partecipa all’occupazione delle piazze per protestare contro la cattiva gestione economica, all’origine della crisi, e contro la scarsa rappresentanza politica delle istituzioni parlamentari e la corruzione dei partiti.

La questione politica era tradurre quella maggioranza sociale di opinione pubblica in forza elettorale, in altre parole come trasportare nei corridoi del potere statale il nuovo senso comune formatosi nelle piazze. Così un gruppo di accademici e attivisti, autori e conduttori di un programma televisivo che veicolava questa visione alternativa – insieme ed altri soggetti come Izquierda Anticapitalistas http://www.anticapitalistas.org/ – decidono di lanciare Podemos nel gennaio 2014, vedendo una finestra di opportunità per l’affermazione di una nuova sinistra.

Dopo pochi mesi ottengono un inaspettato risultato alle elezioni europee, facendo eleggere 5 loro candidati. E ora alle politiche del 20 dicembre scorso hanno raggiunto il 20% dei voti, come terza forza politica, subito dietro popolari e socialisti notevolmente ridimensionati.

L’ideologia del populismo progressista

Per comprendere l’evoluzione di Podemos bisogna analizzare l’ideologia che ne ha informato lo sviluppo. Molte delle analisi sulla sua ascesa si incentrano sulla sua prassi teoretico-comunicativa definita dal teorico del partito I. Errejòn come uno sforzo di tradurre analisi compresse in narrazioni e storie di vita vissuta. Molto celebrata è la sostituzione della tradizionale dicotomia politica “Destra-Sinistra” con “Popolo vs Casta”, ipoteticamente attrattiva per un elettorato trasversale, molto più ampio di quello della sinistra tradizionale.

In modo inusuale per i progressisti, Podemos utilizza le tradizionali concettualizzazioni liberal-borghesi, con l’obiettivo di difendere battaglie sociali e democratiche: reclama “sovranità” contro la Troika, “legalità” contro gli evasori fiscali, parla di “patriottismo progressista” per difendere uno Stato spagnolo plurinazionale.

Questa forma retorica si ispira esplicitamente a uno specifico approccio teoretico, quello del “populismo di sinistra” sviluppato alla Essex Univeristy da Ernesto Laclau e Chantal Mouffe. Proprio come i professori di Madrid a capo di Podemos, Laclau sviluppa il suo pensiero guardando agli esperimenti politici sudamericani, incluso il peronismo in Argentina.

Laclau e Mouffe rileggono il pensiero di Gramsci sulla combinazione tra governo egemonico e coercizione negli Stati occidentali, arrivando a sostenere che un radicale progetto di classe sia diventato impossibile nella frammentazione vissuta dalle società contemporanee. Pertanto concludono che solo un programma contro-egemonico sviluppato a livello discorsivo, culturale e ideologico potrebbe unire la maggioranza dell’elettorato su una causa comune. La conseguenza strategica di questa lettura è di portare avanti una “ridefinizione del socialismo sulle linee della democrazia radicale.”

Questa strategia attribuisce agli intellettuali un ruolo predominante nel progetto politico. Il loro compito diventa infatti “studiare i discorsi prevalenti in società, evidenziando quelli progressivi e individuando le catene semantiche che li legano.” A quel punto possono essere risemantizzati dei “significanti vuoti” (come possono essere: giustizia sociale, uguaglianza), da associare a una parola fondamentale che il leader associa a queste idee (ad esempio: cambiamento).

Si può cogliere il progetto iniziale di Podemos da un’analisi del 15M fatta da Errejon nel 2011.

L’elaborazione del 15-M come discorso contro-egemonico. Errejon usa metodi elaborati da Laclau per identificare i “significati condivisi” espressi in slogan, striscioni, dichiarazioni e canzoni.

Complessivamente egli identificò una crisi di rappresentanza che rendeva possibile un nuovo progetto di democrazia radicale, che avrebbe potuto espandere la base del movimento impiegando un’ampia dose di flessibilità discorsiva per diventare una forza realmente alternativa. In tal senso, egli notava che mentre il confine verticale tra popolazione in piazza ed elites era ricorrente e chiaramente affermato, quello orizzontale (di classe) si era quasi liquidato; queste condizioni consentivano il successo del discorso “Popolo vs Casta”.

Populismo progressista in pratica

Il populismo di sinistra condivide con la democrazia sociale una visione della politica fondamentalmente istituzionale, entrambe si propongono di catalizzare la mobilitazione sociale in un ruolo di supporto ai propri obiettivi politici. Tuttavia la versione di Laclau ripresa in Spagna si caratterizza per il tentativo di costruire una soggettività politica attraverso il conflitto, e per la tendenza a contrapporre questo “popolo” con coloro che frenano questo processo, etichettati come “Casta”.

Laclau è stato criticato per il fatto di considerare la componente economica come non problematica (nonostante sia una questione centrale nell’Europa meridionale), e per il fatto di sottostimare il ruolo dell’apparato statale nel formare i processi politici. Inoltre il ruolo attribuito al leader nel controllare il messaggio politico incoraggia una verticalizzazione organizzativa del partito, che contrasta nettamente con il riferimento ai movimenti sociali da cui l’ondata di rinnovamento era partita.

Sebbene nei primi mesi di attività Podemos sia sembrata la naturale prosecuzione delle proteste del 15-M in versione strutturata, nel primo congresso tenutosi a ottobre 2014 il ruolo dei circoli è stato notevolmente ridotto a favore della centralità della segreteria.

La necessità di essere appetibile a una larga parte di popolazione ha costretto poi la leadership ad abbandonare alcune battaglie radicali, e insistere molto sulla lotta alla corruzione.

Il ruolo ridotto dei circoli e “l’inseguimento del voto moderato” hanno parzialmente sacrificato l’anima movimentista, il tentativo di rianimare una democrazia in crisi, a favore della scalata verso il parlamento. Nonostante ciò Podemos può fare comunque molto per aprire un canale tra società e istituzioni, veicolando una visione progressista ancora strettamente minoritaria in gran parte d’Europa.

@nickcooka

 

traduzione parziale dell’articolo “A year of change postponed” di Luke Stobart pubblicato da Jacobin mag il 18/12/2015 https://www.jacobinmag.com/2015/12/podemos-iglesias-elections-ciudananos-cup-spain/

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