Elezioni comunali portoghesi: un’inesorabile deriva a destra?

Meno di cinque mesi dopo le elezioni parlamentari, le elezioni comunali in Portogallo hanno messo in luce un sistema bipartitico radicato, una battuta d’arresto per l’estrema destra e nuove sfide per la sinistra.

di Tatiana Moutinho – Transform! Europe

Queste elezioni comunali si sono svolte a meno di cinque mesi dalle ultime elezioni legislative, che hanno rappresentato un vero e proprio terremoto per il sistema partitico portoghese, in vigore da 50 anni e basato sull’alternanza tra i due principali partiti cosiddetti centristi: il Partito Socialdemocratico (PSD) di centro-destra e il Partito Socialista (PS) di centro-sinistra. Lo spettacolare risultato ottenuto dal partito di estrema destra Chega ( in portoghese “Basta” ) lo ha reso il secondo partito in parlamento, superando il Partito Socialista. Molti commentatori e analisti, sia portoghesi che internazionali, si sono chiesti se il sistema bipartitico del Paese stesse giungendo al termine o fosse seriamente minacciato.

La verità è che, anche a livello municipale, il sistema bipartitico ha prevalso in gran parte del Paese. Sebbene negli anni successivi alla rivoluzione il Partito Comunista Portoghese (PCP) fosse forte e controllasse molti consigli comunali nel sud del Paese, questa forza si è gradualmente (dal 1985) ma costantemente dissipata, con PSD e PS che sono rimasti le principali forze municipali in Portogallo negli ultimi quattro decenni.

In questo consolidato quadro bipartitico, è anche importante notare che alle ultime elezioni locali il PS aveva ottenuto un ottimo risultato (una maggioranza di 148 consigli), mentre il PSD ne aveva ottenuto uno meno favorevole. Data la recentissima elezione di un governo PSD, ci si aspettava quindi che il PSD avrebbe ottenuto guadagni e il PS avrebbe subito perdite: gran parte della posta in gioco nelle elezioni di domenica scorsa era l’entità di tale perdita.

Ieri la destra portoghese ha trionfato, con il partito al governo che ha ottenuto il maggior numero di seggi comunali (136 contro i 127 del PS). Pertanto, se è vero che il PS ha subito una sconfitta in queste elezioni, l’entità di tale sconfitta è ben lontana da quella subita a maggio nelle elezioni legislative e, a livello comunale, il sistema bipartitico apparentemente regge ancora.

Naturalmente, l’elefante nella stanza sarebbe il risultato dell’estrema destra. Dopo le elezioni nazionali in cui Chega ha conquistato 1,4 milioni di voti, il partito – senza alcun consiglio comunale fino a domenica scorsa – si era inizialmente prefissato l’obiettivo di vincere 30 consigli comunali, abbassando poi l’asticella a 10 e alla fine vincendone solo tre (piccole città di scarsa importanza). In effetti, Chega ha ottenuto solo 600.000 voti a livello nazionale, ma è riuscito a eleggere uno o due consiglieri comunali in diverse città. Questo dato può essere significativo, considerando che il partito è stato fondato solo nel 2019.

Resta da vedere come questo scarso risultato di Chega si tradurrà nell’amministrazione locale, perché, di fatto, in molti dei consigli comunali più grandi e rilevanti, c’è un pareggio nel numero di consiglieri comunali tra PS e PSD, con Chega che ottiene uno (o talvolta due) seggi. In altre parole, a meno che non venga negoziato un blocco di governo centrale nella maggior parte dei consigli comunali, Chega potrebbe avere un ruolo chiave da svolgere nella governance delle città. Questo potrebbe rivelarsi realtà, dato che dalla sera delle elezioni diversi alti funzionari del PSD hanno affermato che non ci sarà nulla come una linea rossa (o un cordone sanitario ) tra loro e l’estrema destra.

La sinistra oltre il PS

In queste elezioni, il Bloco de Esquerda (Blocco di Sinistra, comunemente noto come Bloco) ha seguito una strategia simile di alleanze politiche progressiste in tutto il paese. Ove possibile (o conveniente, nel caso di Livre, che significa “Libero” ), si è presentato in coalizione insieme e/o in diverse combinazioni con il PS e il partito per i diritti degli animali Popolo-Animali-Natura (PAN). Ad esempio, a Lisbona entrambi i partiti facevano parte di una coalizione guidata dal PS, mentre a Porto, Bloco, Livre e PS hanno presentato liste separate. Il PS ha perso in entrambi i consigli comunali. A Lisbona, Livre e Bloco hanno vinto un seggio ciascuno nel consiglio comunale; a Porto, non sono riusciti a eleggere alcun consigliere comunale, con il Bloco che ha perso l’unico consigliere che aveva. Nel 2021, il Bloco aveva eletto cinque consiglieri comunali – a Lisbona, Porto, Almada, Oeiras e Salvaterra de Magos – ma in queste elezioni solo a Lisbona.

Oltre all’elezione dei sindaci e dei consiglieri comunali, le elezioni comunali eleggono anche le assemblee comunali e i consigli di quartiere.

In totale, candidandosi in modo indipendente, Livre è riuscita a eleggere 24 consiglieri locali e, nelle diverse coalizioni, altri 26 consiglieri locali (secondo quanto riportato dalla stampa ). Livre è passata dagli otto consiglieri locali eletti nel 2021 a 50 in totale.

Da parte sua, il Bloco, con un risultato definito “modesto” dalla sua coordinatrice nazionale Mariana Mortágua durante la conferenza stampa della notte delle elezioni, ha visto la sua presenza municipale ulteriormente ridotta. Nelle proprie liste, il Bloco ha eletto consiglieri locali in sei città (Porto, Coimbra, Torres Novas, Moita, Horta e Vila do Porto). La partecipazione a coalizioni e movimenti cittadini ha portato all’elezione di membri del Bloco alle assemblee municipali di altre dieci città [1] . Nonostante il risultato molto scarso, la prima valutazione del Bloco è che la strategia di alleanze/convergenze con altre forze progressiste darà i suoi frutti in futuro.

A differenza della strategia seguita da Bloco e Livre, il Partito Comunista ha deciso di proseguire la sua lunga tradizione di candidarsi da solo alle elezioni locali. Anche i risultati elettorali sono deludenti: il PCP ha perso sette consigli comunali, vincendone solo 12. A Lisbona, è riuscito a eleggere un consigliere comunale, mancando di 11 voti per eleggerne un secondo; come Bloco, anche il PCP ha perso il suo seggio nel consiglio comunale di Porto. Complessivamente, il PCP è riuscito a eleggere 1.061 rappresentanti nei consigli di quartiere, 342 rappresentanti nelle assemblee comunali e 93 rappresentanti nei consigli comunali (sindaci e consiglieri comunali); Bloco è riuscito a eleggere in modo indipendente due rappresentanti nei consigli di quartiere, 6 rappresentanti nelle assemblee comunali e nessuno nei consigli comunali, mentre Livre è riuscito in modo indipendente a eleggere 12 rappresentanti nel consiglio parrocchiale/di quartiere, 12 rappresentanti nelle assemblee comunali e nessun consiglio comunale.

In breve, la deriva a destra del Paese è ancora osservabile in queste elezioni, sebbene meno pronunciata rispetto alle legislative dello scorso maggio. In questo contesto, tutti i partiti di sinistra (PS compreso) perdono, ad eccezione di Livre, che sembra proseguire su un percorso di crescita e consolidamento.

 

Note:

[1] Al momento della stesura di questo articolo, non è stato possibile confermare il numero esatto dei rappresentanti eletti del Bloco.